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	<title>Title &#187; manifattura</title>
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		<title>L’industria della manifattura italiana: Milano e Lombardia davanti a tutti</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2015 11:22:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rachele Sessa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[Leggendo l’articolo di Marco Fortis uscito qualche giorno fa sul Sole24Ore ci siamo molto incuriositi e sentiti un po’orgogliosi dei dati che ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Leggendo <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-10-27/la-ricchezza-milano-parte-manifattura-063547.shtml?uuid=ACZP3zNB">l’articolo</a> di Marco Fortis uscito qualche giorno fa sul Sole24Ore ci siamo molto incuriositi e sentiti un po’orgogliosi dei dati che vengono riportati relativamente alla città di Milano e alla Lombardia. L’elaborazione che ne fa su dati di Eurostat evidenzia come la Lombardia sia la prima regione manifatturiera nel contesto europeo (valore aggiunto pari a 62 miliardi di euro nel 2012) e Milano si posiziona al secondo posto (valore aggiunto 17,9 miliardi di euro nel 2012) nella graduatoria delle provincie europee più importanti in campo manifatturiero. La Lombardia primeggia anche per gli elevati livelli occupazionali nel medesimo settore.</p>
<p>Pochi giorni fa, <strong>Luca Palmieri</strong> sulle<a href="http://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2015/10/26/news/la_lombardia_seduce_gli_investitori_stranieri-125967226/"> pagine</a> di LaRepubblica faceva lo stesso riferendosi alla Lombardia come la regione italiana che attrae il maggior numero di investimenti esteri e tra i settori prediletti spiccano manifattura e industria (54% degli acquirenti).</p>
<p>Sembra davvero che, sempre di più, la Lombardia sia il motore trainante da cui l’Italia dovrebbe prendere esempio. Più in generale si conferma la prima regione italiana per numero di piccole imprese e la prima in Europa per numero di imprenditori e lavoratori autonomi.<br />
Insomma, per come la si guardi, nel contesto italiano e nei confronti dell’Europa, Lombardia e Milano stanno proprio facendo la differenza nel settore dell’industria.</p>
<p>Molto sentite anche le parole di <strong>Paolo Bricco</strong> nell’<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-10-27/una-scommessa-vincere-101343.shtml?uuid=AC5DQ4NB">articolo</a> “Una scommessa da vincere” che partendo dal cuore manifatturiero di Milano per arrivare alla sua mente tecnico-sceintifica delinea le caratteristiche uniche e irriproducibili di questa città simbolo oltretutto di moda, bellezza, arte e design. <em>“Questa eredità storica ha le sue radici nelle officine e negli opifici del Rinascimento, ha il suo presente in un sistema industriale integrato con la manifattura continentale attraverso la cifra del medium tech e connesso ai mercati globali tramite il design e la moda, ha il suo futuro in una evoluzione che, all’attuale innovazione combinatoria, riesca ad appaiare innovazioni più radicali, completando e facendo compiere un ulteriore up-grading ad un meccanismo già oggi versatile e anticiclico, mutevole e resiliente. Milano riparte da qui.”</em></p>
<p>Una Milano in pieno cambiamento che ha però anche bisogno di politiche adeguate per ripartire e per essere promotrice del Made in Italy come sottolineato anche dal Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi.</p>
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		<title>PMI: riprogettare i processi per rilanciare la manifattura italiana</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Oct 2013 08:09:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Caragnano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[manifattura]]></category>
		<category><![CDATA[PMI]]></category>

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		<description><![CDATA[Torino, 17 ottobre 2013 – Nella fase di progettazione dei metodi di lavoro si determina tra il 70 e l’80% dei costi ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Torino, 17 ottobre 2013 – Nella fase di progettazione dei metodi di lavoro si determina tra il 70 e l’80% dei costi operativi. L’applicazione pratica della metodologia MTM ha dimostrato di poter arrivare a raddoppiare il valore prodotto da ogni ora lavorata a parità di pause e tempi di recupero e abbattendo drasticamente gli sprechi. È quanto emerge dalla XIV Conferenza Annuale dal titolo “Misurare, Cambiare, Migliorare: il potenziale esplosivo delle PMI italiane” in programma oggi a Torino. La conferenza è organizzata dalla Fondazione Ergo MTM Italia, con il patrocinio di AMMA (Aziende Meccaniche Meccatroniche Associate) e PwC. La Fondazione riunisce imprese, sindacati e università in un progetto di ricerca, formazione e certificazione dei sistemi di misurazione del lavoro e del controllo dei carichi biomeccanici.</p>
<p>“Storicamente la piccola e media impresa manifatturiera italiana non ha mai dato peso alla progettazione dei processi” ha dichiarato Gabriele Caragnano, Direttore della Fondazione Ergo-MTM Italia e Associate Partner di PwC. Con circa 350 mila lavoratori coinvolti in Italia, la Fondazione è un osservatorio di dati operativi sui parametri chiave dell’organizzazione del lavoro. “Quando un’azienda spende il doppio di un concorrente virtuoso è inutile parlare di crisi, ne sono la prova i numerosi casi di aziende italiane che hanno spostato la produzione in Paesi a basso costo del lavoro e hanno fallito comunque”.</p>
<p>Alberto Dal Poz Presidente di AMMA, aziende meccaniche meccatroniche associate, denuncia innanzitutto un problema di contesto: “l’elenco degli handicap di cui il nostro sistema produttivo soffre è impressionante e molti di questi derivano dal sistema Paese. La lista dei problemi riguarda praticamente ogni aspetto dell’apparato statale e non occorre dilungarsi su ciò che appare quotidianamente sui giornali. Partendo dai dati discussi oggi – prosegue Dal Poz – è evidente che per fermare il declino italiano e rilanciare la crescita e l’occupazione è fondamentale investire sulla capacità delle persone di fare le cose, sulla loro comprensione del processo produttivo e dei suoi fattori critici, così come sulla consapevolezza e sullo spirito di partecipazione”.</p>
<p>I 3,8 milioni di PMI italiane danno lavoro a 12,2 milioni di persone mentre in Germania le piccole e medie imprese sono 2,1 milioni e impiegano 15,5 milioni di persone, tre milioni in più dell’Italia. “L’Italia resta tra i principali produttori mondiali, con una quota di PIL manifatturiero di poco superiore al 3%”, ha chiarito Franco Mosconi dell’Università di Parma nella sua relazione sui distretti industriali. Nell’universo delle PMI italiane tuttavia il 46% dell’occupazione si concentra nella microimpresa (meno di 10 addetti) mentre in Germania le microimprese occupano il 20% degli addetti.</p>
<p>Un lavoro capillare sui processi e sull’organizzazione spesso porta l’azienda a modificare radicalmente la percezione dei reali vincoli che impediscono lo sviluppo del business anche nel nostro Paese. “Condividere un sistema di organizzazione scientifica del lavoro &#8211; ha spiegato nel suo intervento Gianluca Ficco della UILM Nazionale &#8211; come è avvenuto con ERGO-UAS in Fiat ha contribuito a risolvere il conflitto sull’assegnazione dei tempi e sulla qualità della postazione lavorativa oltre a rendere trasparenti i recuperi di produttività. In particolare, ha aggiunto Ficco, con ERGO-UAS si lavora per incrementare sia la produttività sia la sicurezza sul lavoro coinvolgendo i lavoratori nel processo di miglioramento continuo”.</p>
<p>Informazioni sulla conferenza<br />
Migliorare l’organizzazione del lavoro per far esplodere la produttività delle piccole e medie imprese italiane e puntare ad aumentare salari e profitti. È questo il tema della XIV Conferenza sulla Produttività che si apre oggi a Torino presso il Centro Congressi Unione Industriale dalle 9 alle 16. La Conferenza è organizzata dalla<br />
Fondazione Ergo-Mtm Italia, diretta da Gabriele Caragnano. Obiettivo della Conferenza è quello di indicare a imprenditori e sindacalisti proposte concrete per “lavorare meglio” e aumentare la produttività dal basso, dal posto di lavoro, eliminando sprechi e cattive abitudini. Analisi e proposte sono affidati, tra gli altri, agli interventi di Giuseppe Roma, direttore generale del Censis; Giuseppe Berta, professore della Bocconi esperto dei rapporti fra impresa e sindacati; Franco Mosconi, università di Parma; Gianluca Ficco (Uilm). Nel pomeriggio saranno analizzati i segreti di due casi di successo: la VM Motori (che ha avviato 300 assunzioni) e la spagnola Gravalos (che non evitato la delocalizzazione riorganizzando i propri processi di lavoro).</p>
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