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	<title>Title &#187; Manufacturing</title>
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		<title>La Produttività dal Basso, Pietra Angolare della BellaFactory</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2016 23:24:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Caragnano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
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		<description><![CDATA[Il termine è volutamente innovativo e vuole indicare una nuova via: BellaFactory. La bella fabbrica è una unità produttiva BELLA, non architettonicamente, ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il termine è volutamente innovativo e vuole indicare una nuova via: <strong>BellaFactory</strong>. La bella fabbrica è una unità produttiva BELLA, non architettonicamente, ma nei più profondi contenuti: modello operativo, produttività, sicurezza sul lavoro e relazioni azienda-sindacato costruttive. La Fondazione Ergo propone un programma di competitività industriale del manufacturing italiano che prevede un audit in grado di identificare rapidamente quali siano i gap di costo che appesantiscono le nostre fabbriche. Non si tratta del solito report consulenziale ove, per qualsiasi cosa, diventa necessario assoldare gli stessi consulenti. In questo caso l&#8217;ente promotore è una organizzazione NON-Profit di cui fanno parte, oltre alle aziende più virtuose, organizzazioni sindacali, professori universitari specialisti di economia e politiche industriali, giuslavoristi, medici del lavoro e, naturalmente, esperti di ingegneria industriale. Gli audit BellaFactory adottano i medesimi criteri di indipendenza, confidenzialità e trasparenza richiesti alle società di revisione dei conti (es. PwC). L&#8217;idea è anche quella di mettere a disposizione delle aziende un servizio professionale indipendente che  possa servire per misurare l&#8217;evoluzione del proprio sistema produttivo e garantire la standardizzazione di lavoro e procedure in gruppi multi site. Molti gruppi industriali non possono permettersi di investire ingenti somme in competenze così profonde disponibili internamente o per l&#8217;accesso a dati di benchmarking troppo evoluti e costosi.</p>
<p>Ma andiamo con ordine. Come dicevo, vi sono quattro aree di indagine fondamentali:</p>
<p><strong>1. Il modello operativo</strong>: il modello operativo è ciò che Windows rappresenta per il computer. L&#8217;insieme di procedure e processi che consentono al PC di funzionare. Nell&#8217;industria il modello operativo è spesso chiamato Production System e certamente il più conosciuto tra questi è il Toyota Production System (TPS). Quest&#8217;ultimo ha dato origine ad un prodotto molto ben conosciuto e assai ben sfruttato commercialmente dagli americani: la &#8220;filosofia&#8221; Lean Manufacturing (pensate che in Giappone il termine Lean non era affatto conosciuto; nel Paese del Sol Levante ciò che gli americani vendono come una chimera irraggiungibile, per i giapponesi non è altro che la normalità quotidiana, fondata su un religioso rispetto di procedure e standard aziendali evoluti). Sulla base del TPS sono nati molti sistemi produttivi nelle principali multinazionali più grandi ed organizzate, che solitamente prendono il nome dall&#8217;azienda, come ad esempio il Fiat Auto Production System (poi diventato World Class Manufacturing &#8211; WCM), il Whirlpool Production System (WPS) o il Bosch Production System (BPS). La valutazione del modello operativo nell&#8217;Audit BellaFactory viene eseguita attraverso una struttura di modello operativo che è il distillato dei migliori 30 sistemi produttivi sviluppati nell&#8217;industria mondiale.</p>
<dl class="wp-caption alignnone" id="attachment_1015" style="width: 160px;">
<dt class="wp-caption-dt"></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Tempio modello operativo BellaFactory</dd>
</dl>
<p><a href="http://blog.ergo-mtm.it/wp-content/uploads/2016/02/Tempio-PSYS-BF.png"><img class="alignleft size-large wp-image-1015" alt="Tempio PSYS BF" src="http://blog.ergo-mtm.it/wp-content/uploads/2016/02/Tempio-PSYS-BF-1024x618.png" width="995" height="600" /></a></p>
<p>Anche noi abbiamo adottato l&#8217;icona del tempio per la rappresentazione strutturale del modello, poiché il tempio ha solide fondamenta, un tetto che indica una direzione e che poggia su pilastri indistruttibili. Le fondamenta sono costituite dalla capacità di guidare il cambiamento (leadership + change management), dal consolidamento in standard di processi eccellenti (best practice) e dagli strumenti di miglioramento organizzati in chiari percorsi di evoluzione (improvement routes). I pilastri sono strutture organizzative cross-funzionali, pensate per guidare l&#8217;organizzazione lungo i percorsi di miglioramento standard, attraverso stadi evolutivi via via sempre più maturi ed ambiziosi, che richiedono strumenti a crescente livelli di complessità e che sono responsabili dell&#8217;eliminazione di causali di spreco omogenee (ad esempio il pilastro della Manutenzione Professionale o della Qualità). Al di sopra dei pilastri abbiamo una soletta, ovvero un pilastro trasversale, che unisce e collega la struttura sottostante al tetto, in cui sono racchiusi gli obiettivi strategici. La soletta è uno speciale tipo di pilastro, chiamato Cost &amp; Benefit Deployment, generalmente guidato dal CFO (direttore finanziario e controller), che ha il compito di assicurare la trasformazione dei risultati operativi in risultati finanziari effettivamente riscontrabili nel bilancio della società (troppe aziende vincitrici di lean award sono finite sul lastrico&#8230;).</p>
<p>Ovviamente molte aziende che si sottopongono all&#8217;Audit BellaFactory non hanno formalizzato il proprio modello operativo. Non dispongono di cartelloni informativi nei reparti, né di board con chart mille-colori in bella evidenza. Non è affatto un problema. BellaFactory guarda alla sostanza delle cose: è un approccio concreto e sistematico al miglioramento continuo (ciclo di Deming PDCA) con il coinvolgimento attivo di tutti i livelli dell&#8217;organizzazione.</p>
<p><strong>2. Produttività</strong>: mentre nella prima parte si guarda alla struttura organizzativa della fabbrica che apprende e migliora, in questa seconda parte si verificano i risultati quantitativi. Se il modello operativo è ben congegnato e funziona correttamente, dovremmo concludere che tutto è a posto. In realtà troppo spesso capita di assistere in fabbrica a rappresentazioni teatrali di modelli operativi di cartapesta. Io identifico queste fabbriche col termine di &#8220;Pink Factory&#8221;, ove tutto appare rosa poiché tutti indossano occhiali con lenti rosa. L&#8217;effetto Pink Factory è generato dal contemporaneo verificarsi di due condizioni: forte pressione dall&#8217;Head Quarter per la piena adozione del sistema produttivo di gruppo e scarsa qualità degli standard disponibili nel gruppo (tempi standard, costi standard). Per contrastare tale rischio, capace solo di generare costi certi e risultati effimeri, noi misuriamo i livelli di produttività rispetto a standard oggettivi e riconosciuti internazionalmente. Se il modello operativo è ben progettato e correttamente applicato, non vi deve essere alcun dubbio sul fatto che l&#8217;analisi della produttività ne darà l&#8217;evidenza quantitativa. La Fondazione, grazie a più di venti anni di storia nell&#8217;esecuzione di check up di produttività, dispone di benchmark internazionali che permettono di rilevare con precisione e rapidamente eventuali gap di competitività nei costi di trasformazione.</p>
<p>Questa parte dell&#8217;audit si basa su valutazioni quantitative effettuate su un campione di operazioni selezionate dall&#8217;audit manager. Queste operazioni vengono smontate e rimontate con l&#8217;utilizzo della metrica <strong>MTM</strong> che, dato un metodo, fornisce un tempo standard certo e trasparente. Ponendo il focus dell&#8217;analisi sul metodo di lavoro, si osservano e si valutano nel dettaglio le porzioni di costo di trasformazione spese per attività a valore aggiunto, a non valore aggiunto, movimenti del corpo, maggiorazioni ergonomiche, perdite di efficienza e via via su verso l&#8217;alto fino a calcolare il costo di trasformazione per unità di prodotto. Il bello è che di ogni strato del torrino dei costi di trasformazione noi disponiamo di benchmark molto profondi e di settore, che ci consentono di identificare immediatamente i gap di competitività.</p>
<div id="attachment_1014" style="width: 1005px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://blog.ergo-mtm.it/wp-content/uploads/2016/02/Torrino-esempio-BF.png"><img class="size-large wp-image-1014" alt="Torrino dei costi di trasformazione ricalcolati su base MTM" src="http://blog.ergo-mtm.it/wp-content/uploads/2016/02/Torrino-esempio-BF-1024x618.png" width="995" height="600" /></a><p class="wp-caption-text">Torrino dei costi di trasformazione ricalcolati su base MTM</p></div>
<p><strong>3. Sicurezza sul lavoro</strong>: anche questa è una parte assai quantitativa, soprattutto per quanto riguarda l&#8217;analisi dei rischi da sovraccarico biomeccanico generati da posture del corpo, forze, movimentazione carichi e movimenti ripetuti degli arti superiori. A questo fine, sfruttando l&#8217;analisi MTM dei cicli campionati nel punto precedente (Produttività), alimentiamo di dati il sistema di analisi ergonomica <strong>EAWS</strong> (Ergonomic Assessment Work Sheet). EAWS è un sistema ingegneristico di progettazione ergonomica del lavoro, che può essere utilizzato anche nella mappatura del rischio da sovraccarico biomeccanico, così come richiesto dal D.Lgs. 81/2008. L&#8217;analisi ergonomica, oltre ad evidenziare la necessità di mettere in atto soluzioni migliorative, viene anche utilizzata nel modello innovativo <strong>ERGO-MTM</strong> per la quantificazione dei periodo di recupero (pause e saturazioni massime).</p>
<p><strong>4. Relazioni Azienda-Sindacato</strong>: il Progetto BellaFactory nasce dall&#8217;esigenza di supportare la competitività dell&#8217;industria italiana, che passa necessariamente da un utilizzo efficiente ed efficace di tutte le risorse umane e tecnologiche. Una precondizione per l&#8217;utilizzo efficiente delle risorse è la condivisione degli obiettivi operativi e di business, che non possono che essere allineati su un goal condiviso. Per arrivare a ciò è indispensabile parlare la stessa lingua (tassonomia dell&#8217;organizzazione del lavoro; es. definizione comune di rendimento lavoro, ciclo, saturazione, efficienza, produttività, valore aggiunto, e così via) e condividere il modello operativo. In questa sezione dell&#8217;audit ascoltiamo la voce dei rappresentanti sindacali, ponendo domande specifiche, finalizzate a valutare il loro grado di trasparenza, di coinvolgimento e di formazione lungo il percorso che va dalla nascita del prodotto/processo fino a quella della produzione a regime e del miglioramento continuo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il risultato di un audit BellaFactory è una serie di indici e punteggi, che vanno a formare il punteggio complessivo assegnando alle quattro aree soprastanti rispettivamente il peso del 30% (modello operativo), 30% (produttività), 20% (sicurezza sul lavoro) e 20% (relazioni azienda-sindacato). Oltre ai punteggi, nel report dell&#8217;audit vengono descritte le opportunità di miglioramento e indicate le azioni da intraprendere per fare un passo in avanti, che dovrà essere rilevato e misurato nell&#8217;audit successivo, che di norma viene pianificato 12 mesi dopo.</p>
<p><a href="http://blog.ergo-mtm.it/wp-content/uploads/2016/02/Score-example-BF.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-1020" alt="Score example BF" src="http://blog.ergo-mtm.it/wp-content/uploads/2016/02/Score-example-BF.png" width="966" height="493" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Esempio di calcolo punteggio audit</p>
<p>Il punteggio, se supera la soglia dei 2 punti, fa scattare la certificazione Blu Factory, che è strutturata in 4 livelli crescenti: Blu Factory, Advanced Blu Factory, Blu Professional Factory e Top Blu Factory (livello best-in-class).</p>
<p><a href="http://blog.ergo-mtm.it/wp-content/uploads/2016/02/Blu-Factory-levels.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1013" alt="Blu Factory levels" src="http://blog.ergo-mtm.it/wp-content/uploads/2016/02/Blu-Factory-levels-1024x450.jpg" width="995" height="437" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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