<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Title &#187; Electrolux</title>
	<atom:link href="https://blog.ergo-mtm.it/tag/electrolux/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://blog.ergo-mtm.it</link>
	<description>Femi&#039;s blog</description>
	<lastBuildDate>Sun, 29 Jan 2017 16:39:35 +0000</lastBuildDate>
	<language>en-US</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=3.8.41</generator>
	<item>
		<title>Perchè la FIOM attacca Electrolux sull&#8217;organizzazione del lavoro e non i sistemi in essa adottati?</title>
		<link>https://blog.ergo-mtm.it/perche-la-fiom-attacca-electrolux-sullorganizzazione-del-lavoro-e-non-i-sistemi-in-essa-adottati/</link>
		<comments>https://blog.ergo-mtm.it/perche-la-fiom-attacca-electrolux-sullorganizzazione-del-lavoro-e-non-i-sistemi-in-essa-adottati/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 21 Feb 2016 21:22:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Caragnano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[EAWS]]></category>
		<category><![CDATA[Electrolux]]></category>
		<category><![CDATA[ERGO-UAS]]></category>
		<category><![CDATA[Ergonomia]]></category>
		<category><![CDATA[Fiom]]></category>
		<category><![CDATA[OCRA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.ergo-mtm.it/?p=1049</guid>
		<description><![CDATA[Mi sembra di leggere una storia già letta, di vedere un film già visto. Interviste a operai e delegati FIOM degli stabilimenti ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.ergo-mtm.it/wp-content/uploads/2016/02/ergonomics.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1054" alt="ergonomics" src="http://blog.ergo-mtm.it/wp-content/uploads/2016/02/ergonomics.jpg" width="528" height="908" /></a>Mi sembra di leggere una storia già letta, di vedere un film già visto. Interviste a operai e delegati FIOM degli stabilimenti italiani di Electrolux in cui vengono descritte condizioni di lavoro strazianti (<a href="http://www.agoravox.it/Forli-Electrolux-licenziato-un.html " target="_blank">Articolo Agoravox</a>; <a href="http://www.connessioniprecarie.org/2015/12/17/lunghe-esperienze-operaie-2-primi-risultati-della-ricerca-sulle-condizioni-lavorative-in-tre-stabilimenti-electrolux/" target="_blank">Articolo Connessioniprecarie</a>). Non è questo il luogo in cui voglio commentare tali pesanti accuse, anche perché, a differenza di molti casi molto ben conosciuti dal sottoscritto, non sono mai stato in uno stabilimento di Electrolux. Ciò che voglio mettere in luce è il diverso atteggiamento della FIOM in questa situazione rispetto a quella che fortemente caratterizzò la nascita dello stabilimento FCA di Pomigliano nel 2010. Allora il gruppo FCA subì attacchi pesantissimi da parte della FIOM, che prese di mira non solo l&#8217;azienda e il suo modello operativo, denominato WCM, ma anche l&#8217;innovativa organizzazione del lavoro, che si basa sul sistema di analisi lavoro ERGO-UAS (sviluppato e lanciato dalla nostra Fondazione). Perchè questa differenza? Volendo cercare una risposta, si deve andare al giugno 2010: in quei giorni si ebbero numerosi teatrini televisivi montati ad arte, con delegati FIOM spalleggiati da giornalisti compiacenti che definivano ERGO-UAS, senza nemmeno avere una lontanissima idea di cosa esso fosse, come un sistema spremi-uomini. Noi della Fondazione Ergo, inventori del modello Ergo-UAS, fummo attaccati da tutte le testate e i siti specialistici di ergonomia e medicina del lavoro. Ricordo le crociate del sito SNOP (Società Nazionale degli Operatori della Prevenzione), che organizzò interi convegni con ospiti illustri per urlare al mondo che Ergo-UAS era la morte nera. La regia scientifica di tutto questo ventilatore di fango (a voler essere educati) fu intellettualmente gestita da due medici milanesi: il professore Enrico Occhipinti e la dottoressa Daniela Colombini. I due illustri esperti furono chiamati dalla FIOM innumerevoli volte ad acclamare la non fondatezza scientifica del sistema Ergo-UAS, a vantaggio di altri sistemi di mappatura del rischio ergonomico, primo fra tutti il sistema OCRA (per i movimenti ripetuti degli arti superiori). Elemento da non trascurare è il fatto che gli inventori di OCRA sono proprio i due dottori milanesi, che, oltretutto, hanno più volte lavorato come consulenti della Procura della Repubblica di Torino (PM Raffaele Guarinello) in azioni giudiziarie proprio contro il gruppo del Lingotto su temi quali quelli delle malattie professionali causate da sovraccarico biomeccanico (&#8220;effetto catene di montaggio&#8221;).</p>
<p>Fatta tutta questa necessaria premessa, la domanda che sollevo ora è: perchè in Electrolux, che ha fatto di OCRA il sistema aziendale per la mappatura del rischio da movimenti ripetuti dell&#8217;arto superiore, si attacca solo l&#8217;azienda ed il suo management, mentre si lascia fuori il sistema OCRA? Visti i numerosi casi di malattie professionali lamentati dagli operai Electrolux (n.d.r. a detta dei delegati FIOM) e considerando che OCRA è in uso nel gruppo Electrolux da diversi anni, perchè non viene messa almeno in discussione la validità del sistema?</p>
<p>Sulla validità dei sistemi di mappatura del rischio ergonomico (tutti) vi sono moltissimi dubbi anche da parte della stessa comunità medico scientifica. Credo che il tema valga una seria riflessione, visto che in base agli esiti delle analisi eseguite con questi sistemi, in Italia, si può finire in galera e le nostre aziende hanno degli enormi extra costi, causa di gravi gap di competitività rispetto agli altri Paesi CEE (!!!), solo per rispettare gli adempimenti di legge riguardanti la movimentazione manuale dei carichi (D.Lgs. 81/2008; ISO 11228). Il prossimo giugno 2016 la nostra Fondazione organizzerà un convegno per discutere liberamente e senza pregiudizi dell&#8217;efficacia dell&#8217;organizzazione del lavoro nel prevenire i disturbi e le malattie all&#8217;apparato muscolo-scheletrico e tendineo. E&#8217; ora di smetterla di fare politica sulla pelle degli operai e di affrontare il delicato tema con obiettività e scientificità. Siete tutti benvenuti.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://blog.ergo-mtm.it/perche-la-fiom-attacca-electrolux-sullorganizzazione-del-lavoro-e-non-i-sistemi-in-essa-adottati/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Electrolux &#8211; gli operai pagano il prezzo della non competitività</title>
		<link>https://blog.ergo-mtm.it/electrolux-gli-operai-pagano-il-prezzo-della-non-competitivita/</link>
		<comments>https://blog.ergo-mtm.it/electrolux-gli-operai-pagano-il-prezzo-della-non-competitivita/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2014 21:31:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Caragnano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[BSH]]></category>
		<category><![CDATA[Electrolux]]></category>
		<category><![CDATA[Indesit]]></category>
		<category><![CDATA[Whirlpool]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.ergo-mtm.it/?p=638</guid>
		<description><![CDATA[di Gabriele Caragnano Riduzione dei salari del 15%, stop a premi aziendali, scatti d&#8217;anzianità, pagamento delle festività. Questo il piano di Electrolux ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>di Gabriele Caragnano</p>
<p><a href="http://blog.ergo-mtm.it/wp-content/uploads/2014/01/CRGGRL65L17L682N.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-579" alt="CRGGRL65L17L682N" src="http://blog.ergo-mtm.it/wp-content/uploads/2014/01/CRGGRL65L17L682N-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Riduzione dei salari del 15%, stop a premi aziendali, scatti d&#8217;anzianità, pagamento delle festività. Questo il piano di Electrolux per salvare la produzione nei quattro stabilimenti italiani della multinazionale svedese. Resta ancora aperta l&#8217;ipotesi di chiusura dell&#8217;impianto di Porcia. «Una proposta irricevibile», così hanno risposto i sindacati all&#8217;Electrolux.</p>
<p>Avendo lavorato per più di dieci anni nel settore del bianco sia come dipendente (in Whirlpool) sia come consulente (in Whirlpool e in Bosch-Siemens Hausgeraete), posso a ragion veduta dare testimonianza dell&#8217;elevato potenziale di riduzione costi insito nel miglioramento della produttività di <strong>TUTTI</strong> i processi industriali del settore del bianco. Questo è un settore industrialmente arretrato in cui non si ha una vera innovazione di processo da troppi anni. Anche da un punto di vista organizzativo non si è fatto altro che scimmiottare altri settori cercando di costruire sistemi produttivi all&#8217;avanguardia (ad esempio il WCM di Fiat o il sistema TPS di Toyota). Ritengo scorretto impostare un piano di ristrutturazione competitiva partendo dalla richiesta di riduzione di stipendi degli operai. Questo dovrebbe essere l&#8217;ultimo passo prima del dirupo, l&#8217;estremo tentativo disperato quando ogni altra via è preclusa. E comunque le riduzioni dovrebbero riguardare ogni livello gerarchico con importi crescenti in proporzione al grado di responsabilità manageriale posseduto. Avrei quindi una serie di importanti domande da rivolgere al management Electrolux, ma mi limito alla seguente: quali sono le iniziative previste dal piano di cost restructuring degli stabilimenti italiani per aumentare la produttività dei vostri processi di trasformazione lungo l&#8217;intera supply chain? In analoghe iniziative personalmente vissute in Paesi europei (es. Spagna, Germania, Slovacchia e Polonia) si sono raggiunti nel settore del bianco risultati dell&#8217;ordine del dimezzamento dei costi di trasformazione senza toccare i livelli salariali. Anzi, al contrario, concedendo premi di merito alle iniziative più interessanti ed efficaci che spesso sono venute proprio dal livello operaio se opportunamente coinvolto e addestrato.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://blog.ergo-mtm.it/electrolux-gli-operai-pagano-il-prezzo-della-non-competitivita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Electrolux &#8211; gli svedesi, i saggi e il ministro</title>
		<link>https://blog.ergo-mtm.it/electrolux-gli-svedesi-i-saggi-e-il-ministro/</link>
		<comments>https://blog.ergo-mtm.it/electrolux-gli-svedesi-i-saggi-e-il-ministro/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2014 20:53:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Caragnano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Electrolux]]></category>
		<category><![CDATA[Zanussi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.ergo-mtm.it/?p=632</guid>
		<description><![CDATA[di Dario Di Vico Così non va. Alla sua prima uscita ufficiale sul delicato tema della competitività degli stabilimenti italiani il gruppo ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>di Dario Di Vico</p>
<p><a href="http://blog.ergo-mtm.it/wp-content/uploads/2014/01/dario-di-vico-01.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-633" alt="dario di vico 01" src="http://blog.ergo-mtm.it/wp-content/uploads/2014/01/dario-di-vico-01-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a><br />
Così non va. Alla sua prima uscita ufficiale sul delicato tema della competitività degli stabilimenti italiani il gruppo dirigente della Electrolux ha scelto di drammatizzare e di contrapporsi radicalmente ai sindacati. La storia dei negoziati tra imprese e confederazioni è piena di episodi-bluff, di piccoli comizi recitati per impressionare l’opinione pubblica e le telecamere ma siamo nel quinto anno della Grande Crisi e francamente di piéce teatrali facciamo volentieri a meno. Nei giorni scorsi è stata presentata ufficialmente da parte della Confindustria di Pordenone e di un gruppo di saggi (Tiziano Treu e Innocenzo Cipolletta affiancati da due ex top manager Electrolux come Maurizio Castro e Luigi Campello) una proposta che interviene significativamente sulla riduzione del costo del lavoro per unità di prodotto (-20%) e che comporterebbe una riduzione all’incirca del 10% sulle buste paga. La proposta ha incontrato a vari livelli interesse e richiede sicuramente un supplemento di approfondimento. In qualche parte d’Italia, forse prematuramente, in situazioni analoghe si è cominciato a dire “facciamo come a Pordenone”. Nei giorni immediatamente successivi è giunto da parte dell’Electrolux un apprezzamento ufficiale del merito della proposta dei saggi e quindi c’erano e ci sono le premesse per andare avanti con giudizio ma anche con la voglia di innovare le relazioni industriali. Con la mossa di ieri la dirigenza italo-svedese però non solo ha fatto un passo indietro nel merito di possibili strategie condivise di riduzione del costo del lavoro ma ha anche decretato la morte dello stabilimento di Porcia. Avremo dunque la radicalizzazione di quelle componenti sindacali che avevano criticato inizialmente l’ipotesi di Pordenone e avremo di conseguenza una buona dose di scioperi. A chi giova?</p>
<p>P.s. In questa vicenda è emersa purtroppo l’inadeguatezza del titolare del dicastero dello Sviluppo economico Flavio Zanonato. Spiace dirlo perché si tratta di un politico di lungo corso e di un amministratore locale capace. Ma ci vuole qualcosa di più.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://blog.ergo-mtm.it/electrolux-gli-svedesi-i-saggi-e-il-ministro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
