<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Title &#187; Ergonomia</title>
	<atom:link href="https://blog.ergo-mtm.it/tag/ergonomia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://blog.ergo-mtm.it</link>
	<description>Femi&#039;s blog</description>
	<lastBuildDate>Sun, 29 Jan 2017 16:39:35 +0000</lastBuildDate>
	<language>en-US</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=3.8.41</generator>
	<item>
		<title>Perchè la FIOM attacca Electrolux sull&#8217;organizzazione del lavoro e non i sistemi in essa adottati?</title>
		<link>https://blog.ergo-mtm.it/perche-la-fiom-attacca-electrolux-sullorganizzazione-del-lavoro-e-non-i-sistemi-in-essa-adottati/</link>
		<comments>https://blog.ergo-mtm.it/perche-la-fiom-attacca-electrolux-sullorganizzazione-del-lavoro-e-non-i-sistemi-in-essa-adottati/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 21 Feb 2016 21:22:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Caragnano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[EAWS]]></category>
		<category><![CDATA[Electrolux]]></category>
		<category><![CDATA[ERGO-UAS]]></category>
		<category><![CDATA[Ergonomia]]></category>
		<category><![CDATA[Fiom]]></category>
		<category><![CDATA[OCRA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.ergo-mtm.it/?p=1049</guid>
		<description><![CDATA[Mi sembra di leggere una storia già letta, di vedere un film già visto. Interviste a operai e delegati FIOM degli stabilimenti ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.ergo-mtm.it/wp-content/uploads/2016/02/ergonomics.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1054" alt="ergonomics" src="http://blog.ergo-mtm.it/wp-content/uploads/2016/02/ergonomics.jpg" width="528" height="908" /></a>Mi sembra di leggere una storia già letta, di vedere un film già visto. Interviste a operai e delegati FIOM degli stabilimenti italiani di Electrolux in cui vengono descritte condizioni di lavoro strazianti (<a href="http://www.agoravox.it/Forli-Electrolux-licenziato-un.html " target="_blank">Articolo Agoravox</a>; <a href="http://www.connessioniprecarie.org/2015/12/17/lunghe-esperienze-operaie-2-primi-risultati-della-ricerca-sulle-condizioni-lavorative-in-tre-stabilimenti-electrolux/" target="_blank">Articolo Connessioniprecarie</a>). Non è questo il luogo in cui voglio commentare tali pesanti accuse, anche perché, a differenza di molti casi molto ben conosciuti dal sottoscritto, non sono mai stato in uno stabilimento di Electrolux. Ciò che voglio mettere in luce è il diverso atteggiamento della FIOM in questa situazione rispetto a quella che fortemente caratterizzò la nascita dello stabilimento FCA di Pomigliano nel 2010. Allora il gruppo FCA subì attacchi pesantissimi da parte della FIOM, che prese di mira non solo l&#8217;azienda e il suo modello operativo, denominato WCM, ma anche l&#8217;innovativa organizzazione del lavoro, che si basa sul sistema di analisi lavoro ERGO-UAS (sviluppato e lanciato dalla nostra Fondazione). Perchè questa differenza? Volendo cercare una risposta, si deve andare al giugno 2010: in quei giorni si ebbero numerosi teatrini televisivi montati ad arte, con delegati FIOM spalleggiati da giornalisti compiacenti che definivano ERGO-UAS, senza nemmeno avere una lontanissima idea di cosa esso fosse, come un sistema spremi-uomini. Noi della Fondazione Ergo, inventori del modello Ergo-UAS, fummo attaccati da tutte le testate e i siti specialistici di ergonomia e medicina del lavoro. Ricordo le crociate del sito SNOP (Società Nazionale degli Operatori della Prevenzione), che organizzò interi convegni con ospiti illustri per urlare al mondo che Ergo-UAS era la morte nera. La regia scientifica di tutto questo ventilatore di fango (a voler essere educati) fu intellettualmente gestita da due medici milanesi: il professore Enrico Occhipinti e la dottoressa Daniela Colombini. I due illustri esperti furono chiamati dalla FIOM innumerevoli volte ad acclamare la non fondatezza scientifica del sistema Ergo-UAS, a vantaggio di altri sistemi di mappatura del rischio ergonomico, primo fra tutti il sistema OCRA (per i movimenti ripetuti degli arti superiori). Elemento da non trascurare è il fatto che gli inventori di OCRA sono proprio i due dottori milanesi, che, oltretutto, hanno più volte lavorato come consulenti della Procura della Repubblica di Torino (PM Raffaele Guarinello) in azioni giudiziarie proprio contro il gruppo del Lingotto su temi quali quelli delle malattie professionali causate da sovraccarico biomeccanico (&#8220;effetto catene di montaggio&#8221;).</p>
<p>Fatta tutta questa necessaria premessa, la domanda che sollevo ora è: perchè in Electrolux, che ha fatto di OCRA il sistema aziendale per la mappatura del rischio da movimenti ripetuti dell&#8217;arto superiore, si attacca solo l&#8217;azienda ed il suo management, mentre si lascia fuori il sistema OCRA? Visti i numerosi casi di malattie professionali lamentati dagli operai Electrolux (n.d.r. a detta dei delegati FIOM) e considerando che OCRA è in uso nel gruppo Electrolux da diversi anni, perchè non viene messa almeno in discussione la validità del sistema?</p>
<p>Sulla validità dei sistemi di mappatura del rischio ergonomico (tutti) vi sono moltissimi dubbi anche da parte della stessa comunità medico scientifica. Credo che il tema valga una seria riflessione, visto che in base agli esiti delle analisi eseguite con questi sistemi, in Italia, si può finire in galera e le nostre aziende hanno degli enormi extra costi, causa di gravi gap di competitività rispetto agli altri Paesi CEE (!!!), solo per rispettare gli adempimenti di legge riguardanti la movimentazione manuale dei carichi (D.Lgs. 81/2008; ISO 11228). Il prossimo giugno 2016 la nostra Fondazione organizzerà un convegno per discutere liberamente e senza pregiudizi dell&#8217;efficacia dell&#8217;organizzazione del lavoro nel prevenire i disturbi e le malattie all&#8217;apparato muscolo-scheletrico e tendineo. E&#8217; ora di smetterla di fare politica sulla pelle degli operai e di affrontare il delicato tema con obiettività e scientificità. Siete tutti benvenuti.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://blog.ergo-mtm.it/perche-la-fiom-attacca-electrolux-sullorganizzazione-del-lavoro-e-non-i-sistemi-in-essa-adottati/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Perchè c&#8217;è bisogno di normare l&#8217;organizzazione del lavoro?</title>
		<link>https://blog.ergo-mtm.it/perche-ce-bisogno-di-normare-lorganizzazione-del-lavoro/</link>
		<comments>https://blog.ergo-mtm.it/perche-ce-bisogno-di-normare-lorganizzazione-del-lavoro/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 07 Feb 2016 22:03:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Caragnano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[81/2008]]></category>
		<category><![CDATA[EAWS]]></category>
		<category><![CDATA[Ergonomia]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.ergo-mtm.it/?p=1027</guid>
		<description><![CDATA[Cosa intendo per organizzazione del lavoro? Innanzitutto chiariamo subito che mi riferisco al lavoro delle fabbriche, quello normalmente svolto sulle linee di ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa intendo per organizzazione del lavoro? Innanzitutto chiariamo subito che mi riferisco al lavoro delle fabbriche, quello normalmente svolto sulle linee di montaggio o nei reparti produttivi. Nell&#8217;industria è sempre esistito il dilemma dello sfruttamento dei lavoratori rispetto alla necessità di produrre profitti. Karl Marx riteneva che &#8211; in una società in cui tutti sono liberi e uguali e in cui ogni merce, compresa la forza-lavoro, viene venduta secondo il suo valore &#8211; si determina lo sfruttamento dei lavoratori. Nel primo libro del <i>Capitale</i> viene trattato il problema della merce, la quale presenta un duplice aspetto: ha un <i>valore d&#8217;uso</i> in quanto è utile a qualcosa (alla soddisfazione di un bisogno attraverso il consumo o a produrre altre merci) ed ha un <i>valore di scambio</i> perché deve poter essere scambiata con altre merci. Secondo la sua teoria del valore, un prodotto (in base all&#8217;equazione <i>valore = lavoro</i>, ripresa dall&#8217;economia classica e rielaborata) ha tanto più valore quanto più tempo di lavoro viene impiegato dalla società per produrlo.</p>
<p>Come vedete, il problema della misurazione del lavoro ha rappresentato e rappresenta tutt&#8217;oggi uno dei principali temi di discussione nell&#8217;economia e in ogni singola attività produttiva in cui una prestazione di lavoro è funzionale alla produzione di un prodotto/servizio (valore). Perché quando ci rechiamo al mercato a comprare la frutta pretendiamo che il venditore pesi con precisione la quantità acquistata prima di determinare il prezzo, mentre accettiamo che il lavoro venga misurato con metodi approssimativi? A questa esigenza di precisione, dobbiamo oggi aggiungere un&#8217;altra questione non meno critica: la preservazione della salute del lavoratore. E&#8217; ormai un fatto accertato ed accettato che l&#8217;esposizione prolungata a livelli di carico biomeccanico provochi rischi di malattie professionali: si va dalle ernie discali alle varie forme infiammatorie dei tendini e delle giunture</p>
<p>Questa premessa &#8211; mi scuso se mi sono dilungato ma era necessario evidenziare l&#8217;importanza del tema &#8211; ci spinge ad una riflessione: come misuriamo oggi il lavoro? E come lo organizziamo affinché questo sia produttivo e, allo stesso tempo, non generi rischi per il lavoratore? Senza una metrica normata è il Far West: in aziende a-sindacate avremo con buone probabilità lo sfruttamento del lavoratore con conseguenti rischi elevati per la sua salute; in aziende iper-sindacalizzate avremo ritmi di lavoro non competitivi con elevati rischi di chiusura dell&#8217;attività. O, più semplicemente, avremo grossolane stime utili forse a pianificare la produzione secondo valori storici, che, ovviamente, sono il risultato di stratificazioni di abitudini e di ancestrali accordi del passato. Ovviamente esistono le eccezioni a tutto ciò che sto scrivendo, ma queste rappresentano piccole percentuali poco rilevanti sulla media nazionale.</p>
<p>Il punto è comprendere l&#8217;importanza assoluta di misurare il lavoro in modo accurato, analitico e trasparente, poiché i tempi standard di lavorazione costituiscono uno dei pilastri fondamentali su cui costruire una fabbrica. Per prima cosa incominciamo col sottolineare un concetto fondamentale: il tempo standard non è il tempo effettivo impiegato per svolgere un compito, né la media dei tempi, né il tempo minimo o che altro. Il tempo standard per svolgere un compito è &#8220;il tempo che un operatore ben addestrato, con caratteristiche fisiche normali, impiega lavorando a ritmo pressoché costante per tutta la durata del turno senza affannarsi&#8221;. Il concetto implicito a tale definizione è quello di rendimento normale; il tempo standard per eseguire un dato compito è quello che impiega un operatore ben addestrato che lavora a rendimento normale. Ma da cosa è influenzato il rendimento di lavoro? Vi sono tre fattori di influenza sotto il controllo dell&#8217;operatore: la velocità di esecuzione, lo sforzo e la precisione dei movimenti. Lavorare a rendimento normale significa &#8220;danzare&#8221;, ovvero muoversi senza strappi, con precisione e senza esitazioni e, molto importante, senza correre. I sistema di misurazione del lavoro che adottano tale definizione di rendimento normale si dicono &#8220;medium task systems&#8221;, poiché calcolano i tempi standard di lavoro sulla base di un rendimento medio-basso. Come riferimento, vi dico che da uno studio effettuato nel 1995 dall&#8217;Associazione MTM Svedese, emerse che il rendimento medio rilevato tra le casalinghe che preparavano la cena era risultato un valore dal 20% al 30% più elevato del valore normale.</p>
<p>Cosa abbiamo oggi sul fronte della misurazione del lavoro tra gli standard e le norme disponibili? Spulciando tra i documenti pubblicati dalle organizzazioni internazionali (ISO, CEN e ILO in primis) si trovano molte convenzioni riguardanti gli standard relativi alle ore di lavoro settimanali o giornaliere, ai turni notturni, al riposo settimanale. Tuttavia nulla che riguardi il concetto di rendimento normale di lavoro. Nella mia lunga carriera di consulente esperto di ingegneria industriale e coordinando dal 2002 il network internazionale MTM (www.mtm-international.org), ho avuto modo di recuperare molte informazioni dal campo.</p>
<p><span style="line-height: 1.5em;">Esistono ad oggi diverse scale su cui viene misurato il rendimento di lavoro. Tra le più famose ed applicate abbiamo la scala BSI (British Standard Institute), la scala Bedaux e la scala REFA, oltre alla nostra scala <strong>MTM (Metgods-Time Measurement)</strong>. Ciò che rappresenta per me un vero paradosso è che tutte queste scale pongono il proprio riferimento sul concetto di rendimento normale e tuttavia tale livello risulta essere assai diverso da scala a scala.</span></p>
<div id="attachment_1040" style="width: 496px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://blog.ergo-mtm.it/wp-content/uploads/2016/02/Work-performance-cross-table1.png"><img class="size-full wp-image-1040" alt="Tabella confronto scale di rendimento" src="http://blog.ergo-mtm.it/wp-content/uploads/2016/02/Work-performance-cross-table1.png" width="486" height="171" /></a><p class="wp-caption-text">Tabella confronto scale di rendimento</p></div>
<p>Incredibile notare come il livello di riferimento normale sia così diverso da scala a scala, nonostante la definizione si assomigli! Come se gli operai potessero essere così diversi da Paese a Paese o da industria a industria. Pensate che, nonostante ciò, ancora oggi ci si riferisce (nei casi migliori!) a tali scale per definire il livello dei tempi standard o il sistema di calcolo dei premi di produttività. Assistere ad una discussione azienda-sindacato sulla definizione di un contratto specialistico di lavoro (quello in cui si concordano la metrica del lavoro, i livelli di saturazione, le pause, ecc.) è spesso un esercizio di comprensione, dato che le parti utilizzano disinvoltamente concetti senza conoscerne in sostanza i reali significati. Solitamente gli obiettivi sono quelli di &#8220;tirare l&#8217;acqua al proprio mulino&#8221;, dimenticando che dietro a tutto questo ci sono degli uomini e delle aziende che devono lavorare per mantenersi. Sulla base della mia lunga esperienza sul tema posso tranquillamente asserire quanto segue: la definizione di rendimento lavoro normale fa acqua, non serve a nulla. Tutti i sistemi in essere fino ad oggi ragionano sui singoli movimenti o su porzioni di ciclo di lavoro dette fasi. Nel prendere e piazzare un oggetto, in funzione di alcuni fattori di influenza quali il peso e la distanza, le diverse metriche propongono un tempo base, ovvero un tempo normalizzato sulla base della definizione di rendimento normale. Il problema è che tale valore si riferisce al singolo movimento, trascurando ciò che precede e ciò che segue. Se distribuissimo un mazzo di 40 carte ai giocatori attorno al tavolo, sapere che prendere e piazzare una carta da gioco richiede 1,5 secondi ci porterebbe a concludere che l&#8217;intero mazzo sarebbe distribuito in un minuto. Ma cosa succede prima e dopo quel minuto? Se al termine delle carte l&#8217;operatore dovesse prelevare un successivo mazzo e riprendere a distribuire le 40 carte e così via fino a fine turno e avanti ancora allo stesso modo nei giorni a venire, pensate che quel lavoratore potrebbe arrivare alla pensione senza problemi? Questa semplice osservazione ci dovrebbe far capire che nella definizione di rendimento normale qualcosa non va. Questo concetto va superato e molti contenuti fino ad oggi ritenuti sacri e immutabili dalle parti (tutte!) sono da rivedere alla luce deille più recenti scoperte nel campo della medicina del lavoro e dell&#8217;ergonomia.</p>
<p>Ebbene, la nostra Fondazione ha finalmente superato l&#8217;ostacolo impegnandosi in un progetto di ricerca che è durato circa 10 anni (2000-2010) e che ancora oggi vede delle attività di validazione in corso: il progetto ERGO-MTM. MTM è un sistema di misurazione del lavoro a tempi predeterminati: per definire il tempo base (rendimento normale) non si utilizza il cronometro e non è richiesta la stima del rendimento di lavoro osservato; è necessario scomporre il compito lavorativo nei movimenti elementari che sono tabellati nei sistemi MTM, di cui è noto il tempo base, in modo da sommare i singoli tempi per calcolare il tempo base complessivo del compito dato. A titolo di esempio, riporto qui sotto la tabella del sistema MTM-UAS, uno dei più utilizzati al mondo.</p>
<div id="attachment_1036" style="width: 1005px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://blog.ergo-mtm.it/wp-content/uploads/2016/02/Cartelladati_UAS.png"><img class="size-large wp-image-1036" alt="Cartella dati MTM-UAS" src="http://blog.ergo-mtm.it/wp-content/uploads/2016/02/Cartelladati_UAS-1024x662.png" width="995" height="643" /></a><p class="wp-caption-text">Cartella dati MTM-UAS</p></div>
<p>Una volta calcolati i tempi base di tutti i compiti assegnati ad una data postazione di lavoro, con l&#8217;approccio ERGO-MTM siamo ora in grado di calcolare il carico biomeccanico (fatica) generato dalle attività assegnate a quella postazione. Questo è possibile grazie all&#8217;ultimo e importantissimo sviluppo del network MTM: il sistema di valutazione ergonomica <strong>EAWS</strong>© (Ergonomic Assessment Work-Sheet). EAWS ci dice sostanzialmente se effettivamente il livello di fatica del lavoratore rimane sotto i limiti definiti dagli standard ISO 11228 (movimentazione carichi, forze e movimenti ripetuti degli arti superiori) e 11226 (posture generali del corpo). Se la fatica rimane contenuta nella prima fascia (colore verde), possiamo accettare i tempi base MTM come definitivi. Se così non fosse, il modello ERGO-MTM abbasserebbe l&#8217;asticella del rendimento richiesto, di fatto allungando i tempi base. L&#8217;effetto di tutto ciò sarebbe un rallentamento del sistema di lavoro, che si tradurrebbe in livelli di saturazione inferiori o in pause aggiuntive. Il corpo umano è come il motore di un&#8217;auto: se si surriscalda è necessario fare una pausa o rallentare la corsa per diminuire la temperatura ed evitare danni a volte irreparabili.</p>
<p>Il sistema <strong>ERGO-MTM</strong> è stato lanciato da pochi anni (primo pilota vero è stato lo stabilimento FCA di Pomigliano con la produzione della nuova Panda e l&#8217;accordo del 2010 che recepiva il sistema ERGO-UAS nel contratto di lavoro specialistico) ed ha subito un&#8217;accelerazione impressionante nella sua diffusione in Italia e all&#8217;estero. Quindi perché il titolo di questo mio articolo parla della necessità di normare l&#8217;organizzazione del lavoro? Il motivo è allo stesso tempo semplice e aberrante. Semplice, poiché in questo modo acceleriamo il processo di diffusione e, in caso di norma ISO, lo rendiamo globale; aberrante, poiché gli oppositori si trincerano dietro al fatto che ERGO-MTM utilizzi sistemi che non sono riconosciuti dalla comunità ergonomica internazionale, tralasciando che EAWS è ad oggi utilizzato nel mondo da gruppi multinazionali come Bosch, Bosch-Siemens, Denso, VW (contiamo circa 670.000 lavoratori mappati con EAWS nel mondo!) e che anche ISO ha nel TR 12295 (Technical Report) ufficialmente considerato EAWS tra i sistemi disponibili e utilizzabili. Gli oppositori non sono rimasti in molti, poiché l&#8217;evidenza della realtà è schiacciante. Tuttavia, le resistenze mostrate fino ad oggi hanno certamente rallentato il processo di apprendimento delle nuove tecniche ergonomiche (EAWS) da parte degli organi di controllo (RLS e Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro &#8211; PSAL), creando di fatto uno scollamento tra pratiche aziendali e obblighi regolamentari/legislativi. A chi giova tutto ciò? Certamente non ai lavoratori, né tanto meno alle aziende. I motivi dello scollamento sono naturali: quando gli obblighi di legge vengono percepiti come inutili e costosi e creano uno svantaggio competitivo nei confronti non della Cina, ma degli stessi Paesi membri della comunità europea, questi vengono superati da sistemi più evoluti. Le aziende non vogliono sottrarsi agli obblighi di sostanza di garantire la salute dei lavoratori; queste vogliono adempiere agli obblighi imposti dal D.lgs. 81/2008 nel modo migliore con costi non superiori a quelli della concorrenza. Come è possibile? Semplice: con l&#8217;ergonomia preventiva, integrando la valutazione del rischio nel processo di sviluppo prodotto/processo, quando ancora è possibile ed economico apportare modifiche al prodotto/processo senza incorrere in costi non sostenibili. Quando il metallo è stato tagliato (stampi, attrezzature, certificazioni prodotto, ecc.) non si torna più indietro e, in caso di criticità ergonomica, ci si deve convivere fino alla fine del ciclo di vita del prodotto.</p>
<div id="attachment_1038" style="width: 1005px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://blog.ergo-mtm.it/wp-content/uploads/2016/02/ERGO-MTM.png"><img class="size-large wp-image-1038" alt="Modello ERGO-MTM" src="http://blog.ergo-mtm.it/wp-content/uploads/2016/02/ERGO-MTM-1024x591.png" width="995" height="574" /></a><p class="wp-caption-text">Modello ERGO-MTM</p></div>
<p>Dal 2012 dirigo il Gruppo di Lavoro Antropometria e Biomeccanica e sono uno degli esperti italiani che lavorano nei mirror group CEN/ISO di Biomeccanica e proprio in questi giorni sto preparando la documentazione formale per lanciare un New Working Item Proposal (NWIP) attraverso l&#8217;ente italiano di standardizzazione (UNI) per la definizione di una nuova norma CEN/ISO. La mia proposta mira a normare il livello di rendimento lavoro così come definito nel modello ERGO-MTM, ovvero variabilizzando tale livello in funzione dell&#8217;intensità della fatica richiesta al lavoratore. Il risultato sarebbe un modello in cui posture, forze, movimentazione carichi, frequenze di azione e organizzazione del lavoro (cadenza linea, pause, tipologia di sistema produttivo e durata turno) sono collegati in un sistema integrato in grado di bilanciarsi: se aumenta la saturazione di una postazione o si riducono le pause, può accadere che la maggiorazione ergonomica (il fattore che riduce il livello di rendimento richiesto) aumenti in misura tale da azzerare e superare l&#8217;effetto contrario di una maggiore intensità prestazionale richiesta. Un altro grande vantaggio sarebbe anche quello di basare la valutazione del rischio sulla definizione del ciclo di lavoro, informazione fondamentale in azienda per programmare i fattori produttivi e calcolare i costi e quindi, di solito, tenuta sempre aggiornata. In questo modo avremmo finalmente una mappatura del rischio ergonomico sempre aggiornata e dinamica, che non richiede extra costi per rispondere agli adempimenti del D.lgs. 81/2008 ma che, anzi, ne supera il livello in termini di accuratezza e profondità.</p>
<p>Non ha più senso parlare di scale di rendimento statico. E&#8217; ora di recepire il risultato delle più recenti scoperte in campo ergonomico e di medicina del lavoro, facendo lo sforzo di ingegnerizzare i sistemi di misura in modo da minimizzare la deviazione dell&#8217;applicatore. Non esiste niente di peggio nel business, così come nell&#8217;applicazione di leggi importanti come quelle che trattano la sicurezza dei lavoratori, dell&#8217;avere regolamenti vaghi e soggettivi nella loro applicazione, così come risultano oggi le procedure ed i sistemi per la valutazione dei rischi ergonomici.</p>
<p>E&#8217; ora di voltar pagina e di ripartire lavorando insieme con spirito costruttivo e responsabile, avendo nel cuore la salute dei lavoratori e delle aziende italiane.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://blog.ergo-mtm.it/perche-ce-bisogno-di-normare-lorganizzazione-del-lavoro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fiat, ecco come lavorano i 2.000 ragazzi assunti nella fabbrica di Melfi</title>
		<link>https://blog.ergo-mtm.it/fiat-ecco-come-lavorano-i-2-000-ragazzi-assunti-nella-fabbrica-di-melfi/</link>
		<comments>https://blog.ergo-mtm.it/fiat-ecco-come-lavorano-i-2-000-ragazzi-assunti-nella-fabbrica-di-melfi/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2015 08:15:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rachele Sessa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Community]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Ergonomia]]></category>
		<category><![CDATA[FCA]]></category>
		<category><![CDATA[Melfi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.ergo-mtm.it/?p=975</guid>
		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="http://vid.ilmessaggero.it/embed.jsp?videoId=63569&#038;sectionId=12&#038;t=fiat-ecco-come-lavorano-i-2000-ragazzi-assunti-nella-fabbrica-di-melfi&#038;width=640&#038;height=405&#038;aplay=false" style="border: none; background: #000;" scrolling="no" width="640" height="360"></iframe></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://blog.ergo-mtm.it/fiat-ecco-come-lavorano-i-2-000-ragazzi-assunti-nella-fabbrica-di-melfi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le menzogne del Partito della Rifondazione Comunista d&#8217;Abruzzo su ERGO-UAS in FIAT SEVEL</title>
		<link>https://blog.ergo-mtm.it/le-menzogne-del-partito-della-rifondazione-comunista-dabruzzo-su-ergo-uas-in-fiat-sevel/</link>
		<comments>https://blog.ergo-mtm.it/le-menzogne-del-partito-della-rifondazione-comunista-dabruzzo-su-ergo-uas-in-fiat-sevel/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Jan 2014 15:36:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Caragnano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ERGO-UAS]]></category>
		<category><![CDATA[Ergonomia]]></category>
		<category><![CDATA[FIAT]]></category>
		<category><![CDATA[OCRA]]></category>
		<category><![CDATA[SNOP]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.ergo-mtm.it/?p=572</guid>
		<description><![CDATA[Carissimo lettore, Ancora una volta il nostro approccio alla buona progettazione del lavoro viene messo sotto attacco. Solitamente non ho il tempo ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimo lettore,</p>
<p>Ancora una volta il nostro approccio alla buona progettazione del lavoro viene messo sotto attacco. Solitamente non ho il tempo di fornire risposte a chi non vuol sentire, nè voglio fare troppa pubblicità ad opinioni così faziose e completamente false. Purtroppo la materia è complessa e solo pochi esperti sanno distinguere i fatti dalle pure ideologie, così, complici anche le vacanze natalizie, che mi concedono qualche ora libera dagli impegni lavorativi e famigliari (ho due figli molto esigenti&#8230;), mi accingo a farvi partecipi di questa ulteriore disputa sulla presunta &#8220;pericolosità&#8221; del modello di organizzazione del lavoro ERGO-UAS, adottato da molte aziende italiane ed in particolare dal gruppo Fiat.</p>
<p>La vicenda inizia con una segnalazione riguardante un opuscolo pubblicato sul WEB dal Partito della Rifondazione Comunista d&#8217;Abruzzo e riguardante ERGO-UAS. (<a href="http://www.rifondazioneabruzzo.org/?p=2057">http://www.rifondazioneabruzzo.org/?p=2057</a>). Il titolo è emblematico: &#8220; Ergo-UAS. La metrica del lavoro che fa male&#8221;. Incuriosito dal titolo, leggo il documento, molto ben architettato e presentato, e subito mi accorgo di inesattezze, errori ed imprecisioni tecniche che vanno tutte nella stessa direzione: fango su di noi e su Fiat, stabilimento di Sevel. Dato che molte valutazioni tecniche ed esempi venivano attribuiti all&#8217;ergonomo Francesco Tuccino, consulente utilizzato spesso da FIOM e ben conosciuto da me grazie alla sua partecipazione ai nostri corsi di formazione sindacali, rispondo brevemente sia alla segreteria regionale del Partito della Rifondazione Comunista d&#8217;Abruzzo sia a Francesco Tuccino  informandoli che l&#8217;opuscolo conteneva molte inesattezze che ne compromettevano la sua funzione informativa.</p>
<p>Qui di seguito il testo della mia prima comunicazione:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;"><a href="http://blog.ergo-mtm.it/wp-content/uploads/2014/01/CRGGRL65L17L682N.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-579" alt="CRGGRL65L17L682N" src="http://blog.ergo-mtm.it/wp-content/uploads/2014/01/CRGGRL65L17L682N-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a>Buongiorno,</span></p>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Ho letto con molto interesse il vostro opuscolo di cui all&#8217;oggetto. Essendo l&#8217;ideatore ed uno degli sviluppatori del modello ERGO-UAS è appassionante e fonte di soddisfazione per me constatare che qualcuno si occupi di qualcosa che ho personalmente generato (oggi è difficile attirare l&#8217;attenzione delle masse).</span></div>
<div style="padding-left: 30px;"></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Tuttavia vi segnalo che molte delle definizioni e affermazioni riguardanti ERGO-UAS riportate sono errate e che, in particolare, l&#8217;elaborazione degli esempi applicativi utilizzati dal vostro ergonomo Tuccino sono completamente sbagliati nelle assunzioni di base, nel procedimento seguito nonchè nei risultati ottenuti. Chiunque dei delegati di qualsiasi organizzazione da noi certificati come Auditor Sindacale sarebbe in grado di rilevare tali errori e questo non sarebbe affatto auspicabile per la vostra organizzazione. Sarà mia cura nei prossimi giorni fornirvi la soluzione corretta dei suddetti esempi, in modo che possiate diffondere un&#8217;informazione corretta ai vostri lettori senza ricevere facili critiche.</span></div>
<div style="padding-left: 30px;"></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">A disposizione se volete approfondire l&#8217;argomento in un incontro dal vivo. Come probabilmente già sapete, la nostra Fondazione si propone come ente NON PROFIT neutrale al servizio di aziende, sindacato e università per attività di ricerca, formazione e supporto all&#8217;utilizzo di organizzazioni del lavoro scientifiche e sane (scientifiche non sugnifica alienanti ma, al contrario, progettate fin nei minimi particolari per ottimizzare produttività ed ergonomia, ovvero la Buona Produttività).</span></div>
<div style="padding-left: 30px;"></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">L&#8217;occasione mi è gradita per porgere i miei saluti</span></div>
<div style="padding-left: 30px;"></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Gabriele Caragnano</span></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Direttore Generale della Fondazione ERGO-MTM Italia</span></div>
<div></div>
<div></div>
<div>Dopo alcuni giorni ricevo un email da Francesco Tuccino, che diceva:</div>
<div></div>
<div></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Salve Gabriele,</span></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;"> Mi hai inviato un tuo commento e la copia di un opuscolo di cui non conoscevo l&#8217;esistenza.</span><br />
<span style="color: #808080;"> Da una lettura rapida deduco c&#8217;è l&#8217;autore ha &#8220;pescato&#8221; on line tra le cose che ho scritto ed ha modificato il tutto a suo piacimento ( senza interpellarmi).</span><br />
<span style="color: #808080;"> Tu nel tuo commento ti &#8220;lasci andare&#8221; in giudizi su eventuali miei errori relativi alle analisi su ergouas: senza specificare di quelli errori si tratti e senza avermi prima contattato per chiedermi se le cose scritte nell&#8217;opuscolo erano connesse con me.</span><br />
<span style="color: #808080;"> L&#8217; unico dibattito- contradditorio che abbiamo avuto, sul tema ergouas, è quello avvenuto sul sito Snop.</span><br />
<span style="color: #808080;"> Credo che queste tematiche richiedano una soglia minima di serietà tecnico-scientifica; serietà che non riscontro nè da parte degli autori dell&#8217;opuscolo nè nel tuo commento allo stesso.</span><br />
<span style="color: #808080;"> Cordiali saluti</span><br />
<span style="color: #808080;"> Francesco</span></div>
<div></div>
<div></div>
<div>E&#8217; incredibile per me constatare che Tuccino non sapesse niente dell&#8217;opuscolo. Questo può significare due cose: che l&#8217;operazione sia stata messa in piedi non con l&#8217;intento di fare chiarezza ma col solo scopo di fare polemica strumentale; oppure che l&#8217;autore dell&#8217;opuscolo non disponesse delle necessarie conoscenze tecniche per trattare questi argomenti complessi.</div>
<div></div>
<div>A questo punto io replico a Tuccino scrivendo:</div>
<div></div>
<div></div>
<div>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Francesco,</span></p>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Ti assicuro che non mi sono affatto lasciato andare nella mia replica, che non si è certamente esaurita con quel breve messaggio. Ritengo al contrario la mia risposta pacata e portatrice di rispetto, soprattutto nei tuoi confronti. Credo tu abbia un serio problema con chi ha scritto l&#8217;opuscolo avvalendosi del tuo nome. Se non smentisci formalmente il tuo coinvolgimento diventi complice dell&#8217;operazione diffamatoria e verrai chiamato a risponderne insieme a chi ha orchestrato l&#8217;operazione. Poveri operai di Sevel! Chissà quanti sono stati ingannati da quelle falsità e sbattutti in prima linea con un cartello o una bandiera di protesta in mano a reclamare giustizia e protezione.</span></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Da parte mia non ho ritenuto di interpellarti preventivamente, poichè questa situazione si era già verificata con lo &#8220;scambio di opinioni&#8221; avvenuto sul sito SNOP. Anche allora tu, insieme ai dottori Occhipinti e Colombini, pubblicaste delle analisi EAWS non corrette e traeste delle conclusioni perentorie senza alcuna richiesta di conferma da parte mia (dove stava nascosta allora la serietà tecnico scientifica?). In quell&#8217;occasione la fiducia nei vostri confronti si è esaurita, poichè fu chiaro che l&#8217;intento non era certo scientifico ma solo denigratorio (ognuno di Voi con intenti diversi ma coincidenti nella critica distruttiva verso ERGO-UAS). E pensare che nei tuoi confronti, così come per tutti i tuoi colleghi FIOM (o ex colleghi), ho sempre dimostrato apertura e disponibilità, offrendovi seminari e corsi di formazione con totale apertura e trasparenza, cercando sempre di fondare i nostri confronti sulla base di fatti oggettivi e misurabili. Pensa che, nonostante tutto, ancora oggi sto cercando col progetto della Fondazione di avere tutti quanti attorno ad un tavolo a costruire un sistema di organizzazione del lavoro condiviso. Ancora oggi, ogni volta che organizzo attività formative gratuite a favore dei sindacati, non manco mai di invitare anche la FIOM, nonostante gli imbarazzanti silenzi che ogni volta ricevo in cambio.</span></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Farò tutto quanto in mio potere per raccontare questa storia, poichè credo che per fare del bene al nostro Paese (industria, lavoratori, sindacati, &#8230;) sia necessario un approccio più onesto e pulito, che abbia davvero a cuore la salute delle aziende e dei lavoratori e non una parte politica piuttosto che uno strumento di analisi del rischio da movimenti ripetuti.</span></div>
<div style="padding-left: 30px;"></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Saluti</span></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Gabriele Caragnano</span></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Direttore Generale Fondazione ERGO-MTM Italia</span></div>
<div></div>
<div></div>
<div>Controreplica di Tuccino:</div>
<div></div>
<div></div>
<div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Gabriele,</span></div>
<div style="padding-left: 30px;"></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Sinceramente devo dire, soprattutto alla luce della mia ricerca su &#8221; ergonomia e odl nel settore automotive in UE&#8221;, che la validità tecnico scientifica delle metodologie utilizzate per la VR è un problema  che può avere delle conseguenze sulla qualità delle condizioni di lavoro; ma questo non rappresenta il punto chiave.</span></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Il vero problema, secondo me, sono i dati su cui si basano le valutazioni dei rischi ( VR); se i dati relativi ai singoli fattori di rischio ( freq az/min, postura ecc) non sono una &#8221; foto fedele&#8221; delle modalità concrete di lavoro , il risultato della VR non sarà corretto e, di conseguenza, non saranno adottate le misure di prevenzione adeguate.</span></div>
<div style="padding-left: 30px;"></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">La mia azione con il sindacato ( in particolare la Fiom) partiva dalla convinzione che solo i delegati possono agire con efficacia  sulla Qdl ( qualità del lavoro)   e si proponeva proprio questo obiettivo: fornire ai delegati le conoscenze-competenze per poter verificare la correttezza dei dati su cui si basano le VR.</span></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Purtroppo il sindacato non si è mai occupato concretamente della qualità della vita dei lavoratori e continua a non occuparsene&#8230;.</span></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Quindi, secondo me, il vero problema della Qdl in Fiat, ad esempio, non è tanto l&#8217;utilizzo di ergo-uas, al di là dei punti critici di Eaws rispetto ad Ocra ( che non sto qui a ripetere),ma la veridicità dei dati su cui si basano le VR.</span></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Del resto nei corsi con i delegati ho sempre consigliato di fare le verifiche delle Vr Fiat con Ocra e Niosh e non con Eaws.</span></div>
<div style="padding-left: 30px;"></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Per quanto riguarda l&#8217;opuscolo di Rifondazione non saprei cosa dire, e non mi &#8221; riscalderei&#8221; tanto.</span></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Del resto i documenti sul dibattito Eaws-Ocra, inclusi i tuoi, sono pubblici ( sul sito snop); quindi chiunque può utilizzarli per scrivere qualcosa. Se lo ritieni opportuno puoi agire nei confronti dell&#8217;autore dell&#8217;opuscolo ( rifondazione comunista).</span></div>
<div style="padding-left: 30px;"></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Ripeto: il problema chiave, rispetto alla qualità della vita di lavoro, non sono tanto le metodologie di VR, ma la forte carenza dell&#8217;azione sindacale sul tema dell&#8217;organizzazione del lavoro.</span></div>
<div style="padding-left: 30px;"></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Saluti</span></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Francesco Tuccino</span></div>
<div></div>
<div></div>
<div>A questo punto siamo arrivati ad oggi, 1 gennaio 2014, e qui di seguito cerco di esprimere il mio pensiero chiarendo la mia posizione riguardo alle polemiche che in questi anni hanno accompagnato l&#8217;introduzione di ERGO-UAS e chiudendo con una proposta che spero venga raccolta:</div>
<div></div>
<div></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Francesco,</span></div>
<div style="padding-left: 30px;"></div>
<div style="padding-left: 30px;">
<div style="padding-left: 30px;">
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Apprezzo molto la tua replica e condivido la tua analisi, che individua nella qualità dei dati su cui si basa la valutazione del rischio uno dei fattori più critici. Tuttavia, sulla base delle mie esperienze, ne traggo conclusioni differenti.</span></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Io credo che i due elementi da controllare maggiormente nella valutazione del rischio da sovraccarico biomeccanico siano, in ordine di importanza, la qualità del dato e la deviazione dell&#8217;applicatore, seguiti a una certa distanza dalla deviazione del sistema. L&#8217;approccio ERGO-MTM nasce appunto per controllare i primi due fattori:</span></div>
<div style="padding-left: 30px;">
<ul style="padding-left: 30px;">
<li style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Qualità del dato: quando il dato è frutto della pura osservazione diretta da parte di chiunque non sia il responsabile della progettazione del ciclo</span></li>
<li style="padding-left: 30px;">
<ul style="padding-left: 30px;">
<li style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">è assai elevata la probabilità di non considerare tutti gli elementi che lo compongono. Le difficoltà di raccogliere tutti gli elementi necessari (sequenza dei movimenti, frequenze, mix produttivo) sono elevatissime e rendono il l&#8217;osservazione diretta molto onerosa in termini di tempo e di competenze richieste</span></li>
<li style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">è impossibile riconoscere le deviazioni di metodo introdotte dall&#8217;operatore o da una situazione transitoria della configurazione del posto di lavoro</span></li>
<li style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">è molto breve la validità dell&#8217;analisi ergonomica, dato che prodotto, processo e mix produttivo sono in continuo cambiamento</span></li>
</ul>
</li>
<li style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Deviazione dell&#8217;applicatore: se le regole di applicazione del sistema di valutazione del rischio non sono chiaramente definite, anche a parità di dati raccolti, si giungerà a conclusioni anche molto diverse. Se consideriamo ad esempio uno dei migliori sistemi di valutazione del rischio da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori dovuto a movimenti ripetuti (OCRA), quando chiediamo ad una batteria di ergonomi addestrati di contare il numero di azioni tecniche, scopriamo che la deviazione dei risultati è decisamente eccessiva. Ciò è certamente dovuto alla insufficiente chiarezza dei testi/manuali che presentano la definizione di azione tecnica</span></li>
</ul>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Ovviamente e certamente anche la deviazione del sistema è importante, per cui è necessario selezionare un sistema che sia affidabile nelle sue conclusioni una volta limitata la deviazione dell&#8217;applicatore e assicurata la qualità del dato raccolto. ERGO-MTM non è un sistema di valutazione del rischio, poichè nasce con altre finalità: prevenire il rischio, piuttosto che misurarlo ex post. Tuttavia appare evidente come esso possa essere efficacemente utilizzato anche nella valutazione del rischio. Le criticità sopra elencate (qualità del dato, deviazione dell&#8217;applicatore e deviazione del sistema) sono brillantemente superate grazie alle seguenti caratteristiche:</span></p>
</div>
<div style="padding-left: 30px;">
<ul style="padding-left: 30px;">
<li style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">La valutazione del rischio è basata su dati che sono direttamente dedotti dal ciclo di lavoro proigettato con MTM (MTM-UAS nel caso di Fiat). Qualsiasi variazione di processo, prodotto o mix produttivo viene immediatamente recepita dal ciclo di lavoro, unico dato in azienda ad essere un driver per tutti i processi gestionali (pianificazione, schedulazione, utilizzo capacità produttiva, addestramento operatori, rifornimento materiali, costificazione, analisi degli investimenti, &#8230;.)</span></li>
<li style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">ERGO-MTM è costituito da MTM (progettazione e metrica del lavoro) ed EAWS (analisi ergonomica), due sistemi ufficiali MTM ed appartenenti alla piattaforma tecnica internazionale. Ciò significa che i manuali applicatore sono soggetti ad un rigido processo di controllo qualità e di miglioramento continuo ad opera delle associazioni MTM nazionali appartenenti al network MTM. Ogni fattore di influenza (postura, forza, frequenza di azione, &#8230;) è definito secondo uno standard consolidato, fornendo esempi applicativi es esercizi di verifica.</span></li>
</ul>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Detto ciò, sottolineo un&#8217;ulteriore differenza di approccio, che spesso viene dimenticata o non percepita dai non addetti ai lavoro: ERGO-MTM è un sistema di <b>PROGETTAZIONE</b> del lavoro che considera pesantemente gli aspetti ergonomici oltre a quelli efficienziali (metodo e rendimento di lavoro). L&#8217;oggetto dell&#8217;analisi è il prodotto-processo (posto di lavoro) e non l&#8217;operatore. I sistemi di valutazione del rischio, invece, valutano il rischio dell&#8217;accoppiamento di uno specifico operatore (con la propria altezza, capacità e forza) con un dato posto di lavoro in cui viene eseguito un compito richiesto e pianificato. Se si cambia l&#8217;operatore oggetto dell&#8217;analisi ergonomica, questa deve essere completamente rivista e ricalcolata (nuova osservazione). Così come dovrebbe avvenire ogni qualvolta viene modificato un parametro organizzativo (quantità prodotta, mix, ribilanciamento linea, &#8230;). In certe realtà molto dinamiche (ad esempio nel settore automobilistico ed in generale nel manifatturiero) questi cambiamenti sono assai frequenti e rendono l&#8217;applicazione della mappatura del rischio su base osservazionale praticamente inapplicabile (oppure applicata solo formalmente, in ottemperanza ad obblighi di legge che tanto non possono essere verificati da organi di controllo impreparati ad affrontare temi così complessi).</span></p>
</div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Per utilizzare ERGO-MTM (sarebbe meglio dire EAWS) per la valutazione del rischio di un dato operatore, basterebbe mappare l&#8217;operatore sulla curva antropometrica e su quella della distribuzione delle forze massime applicabili. A quel punto, con un comune sistema di simulazione in grado di predire le posture interpretando l&#8217;analisi MTM (ad esempio il sistema TiCon, utilizzato da Fiat e progettato dal network MTM) è immediato ottenere in qualsiasi istante una valutazione del rischio aggiornata all&#8217;ultimo secondo prima della stampa.</span></div>
<div style="padding-left: 30px;"></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Detto questo (se compreso), è facile comprendere la mia posizione, che considera le polemiche sollevate da SNOP e da parte di FIOM (alimentate da interessi di parte e propinateci come pareri scientifici!) su questo argomento pretestuose, inutili e dannose per il Paese. Si fissano sull&#8217;albero e non vedono la foresta, dimenticandosi completamente dei problemi reali che devono essere concretamente affrontati sul campo per garantire competitività alle nostre imprese ed allo stesso tempo per assicurare condizioni di lavoro sicure ed ottimali per i nostri lavoratori. Il ruolo della Fondazione vuole anche essere un ruolo di controllore a favore di tutte le parti, affinchè, condivisa la metodologia di raccolta dati e il metodo di valutazione del rischio, ci si concentri esclusivamente sulla realtà dei fatti, senza filtri polemici ed interessi di bottega.</span></div>
<div style="padding-left: 30px;"></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">A dimostrazioine della nostra volontà di ricerca di soluzioni e metodi condivisi, ti invito a partecipare ad un gruppo di approfondimento di questi argomenti, che verrà formalizzato e gestito dalla Commissione Tecnica di Ergonomia, organo tecnico parte del Consiglio degli Esperti della Fondazione, presieduto dal Prof. Francesco Violante dell&#8217;Università di Bologna. Cosa ne pensi?</span></div>
<div style="padding-left: 30px;"></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Dato che credo che questa nostra corrispondenza possa essere di pubblica utilità ed interesse, trasferisco il luogo di scambio di opinioni sul mio blog. Ti invito ad esprimere le tue opinioni all&#8217;indirizzo <a href="http://blog.ergo-mtm.it/" target="_blank"><span style="color: #808080;">http://blog.ergo-mtm.it/</span></a> . Sarai sempre benvenuto e pubblicato.</span></div>
<div style="padding-left: 30px;"></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">L&#8217;occasione mi è gradita per augurarti un Buon Anno</span></div>
<div style="padding-left: 30px;"></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Gabriele</span></div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<div></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://blog.ergo-mtm.it/le-menzogne-del-partito-della-rifondazione-comunista-dabruzzo-su-ergo-uas-in-fiat-sevel/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Seminario ERGO-UAS per delegati UILM a Torino, 18 ott 2013</title>
		<link>https://blog.ergo-mtm.it/seminario-ergo-uas-per-delegati-uilm-a-torino-18-ott-2013/</link>
		<comments>https://blog.ergo-mtm.it/seminario-ergo-uas-per-delegati-uilm-a-torino-18-ott-2013/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 20 Oct 2013 12:21:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Caragnano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[EAWS]]></category>
		<category><![CDATA[ERGO-UAS]]></category>
		<category><![CDATA[Ergonomia]]></category>
		<category><![CDATA[MTM]]></category>
		<category><![CDATA[OCRA]]></category>
		<category><![CDATA[Produttività]]></category>
		<category><![CDATA[UILM]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.ergo-mtm.it/?p=509</guid>
		<description><![CDATA[ Lo scorso 18 ottobre a Torino, presso la sede UILM, si è svolto il seminario ERGO-UAS tenuto da Gabriele Caragnano, Direttore Generale ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.ergo-mtm.it/wp-content/uploads/2013/07/18507383_s-400x300.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-292" alt="18507383_s-400x300" src="http://blog.ergo-mtm.it/wp-content/uploads/2013/07/18507383_s-400x300-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a> Lo scorso 18 ottobre a Torino, presso la sede UILM, si è svolto il seminario ERGO-UAS tenuto da Gabriele Caragnano, Direttore Generale della Fondazione ERGO-MTM Italia ed organizzato grazie al coordinamento di Gianluca Ficco, della segreteria nazionale UILM . La partecipazione è stata numerosa e assai attenta nell&#8217;ascoltare e commentare l&#8217;illustrazione di Caragnano. Molti sono stati i riferimenti a situazioni concrete vissute in prima persona dai presenti.</p>
<p>I temi più discussi sono stati quello delle pause e delle modalità di utilizzo del modello ERGO-UAS (progettazione e mappatura del rischio).</p>
<p>Riguardo alle pause &#8211; ha spiegato Caragnano &#8211; il modello organizzativo previsto da ERGO-UAS prevede una base di partenza fissa costituita da due pause da 10 minuti (pause per i bisogni fisiologici) ed una pausa mensa di 30 min distribuite nell&#8217;arco del turno di lavoro. Ulteriori pause vengono richieste dalle maggiorazioni previste ed assegnate dal modello ERGO-UAS in funzione del livello di fatica (carico biomeccanico) generata dall&#8217;esecuzione dei compiti lavorativi. Il nuovo modello organizzativo FIAT, già in uso a Pomigliano, è leggermente più morbido rispetto a questo riferimento standard, in quanto prevede 3 pause da 10 minuti più una pausa mensa di 30 minuti, che, per scelta dei lavoratori, è posta a fine turno, anticipando di fatto la fine della giornata lavorativa. Ulteriori periodi di recupero richiesti dal modello ERGO-UAS sono invece integrati nei tempi di lavorazione sotto forma di insaturazione (alcuni secondi di riposo ad ogni vettura prodotta), con una base di partenza minima dell&#8217;1%, pari a cira 4 minuti a turno.</p>
<p>Riguardo alle modalità di utilizzo, Caragnano ha spiegato che ERGO-UAS nasce come sistema di progettazione del processo di lavoro. L&#8217;oggetto dell&#8217;analisi non è il lavoratore ma il posto di lavoro, che viene progettato dal basso, a partire dai micromovimenti elementari UAS (es. Prendere e Piazzare, Camminare, Azionare, &#8230;). I riferimenti antropometrici per la predizione delle posture, le valutazioni riguardanti i livelli di forza massima e il calcolo delle frequenze di azione sono ricavati da basi dati internazionali pubblicate da fonti autorevoli (ISO, CEN, IMD, IAD tra i principali). ERGO-UAS può essere anche utilizzato per la mappatura del rischio, avendo tra i suoi componenti il sistema di analisi ergonomica EAWS (Ergonomic Assessment Work-Sheet). EAWS è il più recente sviluppo presente nel panorama internazionale e, grazie alla sua struttura analitica e completa, è già diventato uno standard internazionale di riferimento, utilizzato da aziende globali come VW, BOSCH, FIAT e OPEL. Numerose sono state le domande riguardanti il confronto tra EAWS ed OCRA, il sistema di analisi ergonomica più utilizzato e conosciuto in Italia. Caragnano ha ampiamente spiegato e documentato che per confrontare EAWS con OCRA è innanzitutto necessario considerare soltanto una delle 4 sezioni che compongono EAWS. Infatti le prime tre sezioni EAWS riguardano aree di rischio non trattate da OCRA (posture del corpo, azioni di forza ad alta intensità e movimentazioni carichi), mentre solo la sezione 4 (EAWS4) si occupa di movimenti ad alta frequenza e basso carico come OCRA. Senza entrare nel merito tecnico della questione, già ampiamente analizzata in una pubblicazione  di Lavatelli, Schaub e Caragnano scaricabile dal sito della Fondazione (<a href="http://ergo-mtm.it/correlation-ocra-eaws4-for-upper-limbs-load-risk-assessment/">http://ergo-mtm.it/correlation-ocra-eaws4-for-upper-limbs-load-risk-assessment/</a>), Caragnano ha ampiamente sottolineato il fatto che l&#8217;oggetto di analisi dei due sistemi è completamente differente: ERGO-UAS guarda alla progettazione del processo lavorativo (posto di lavoro, contenitori, distanze, facilità di accesso e presa ai materiali, attrezzi, strumenti, sequenza di attività, standardizzazione del lavoro, &#8230;) ricercando l&#8217;ottimizzazione ergonomica e produttiva rispetto a valori statistici della popolazione (gruppi antropometrici, forze, frequenze, ecc.). OCRA guarda invece al lavoratore specifico sotto analisi, valutando il livello di carico di quella specifica persona, a cui infatti vengono riferite le valutazioni della postura e delle forze. &#8220;Non dobbiamo confondere &#8211; spiega Caragnano &#8211; la mappatura del rischio dei lavoratori con quella dei posti di lavoro&#8221;. La prima richiede l&#8217;analisi di ogni singolo individuo e la composizione dei rischi relativi ai differenti compiti eseguiti da ciascuno. La seconda riguarda l&#8217;analisi del ciclo di lavoro rispetto a valori standard presi come riferimento&#8221;. Le due diverse analisi richiedono anche due professionalità differenti: l&#8217;ergonomo si occupa della valutazione dell&#8217;esposizione al rischio di ciascun lavoratore e lavora a stretto contatto con la funzione RSPP. L&#8217;ergo-metodista si occupa della progettazione del prodotto/processo, producendo una mappa della richiesta prestazionale generata da ciascuna postazione di lavoro, lavorando a stretto contatto con le funzioni di Engineering e Produzione.</p>
<p>La materia è complessa e richiede molti approfondimenti che vengono affrontati nei corsi per Auditor Sindacali che la Fondazione eroga gratuitamente per le organizzazioni sindacali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://blog.ergo-mtm.it/seminario-ergo-uas-per-delegati-uilm-a-torino-18-ott-2013/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dlgs. 81/2008 palla al piede dell&#8217;industria italiana</title>
		<link>https://blog.ergo-mtm.it/dlgs-812008-palla-al-piede-dellindustria-italiana/</link>
		<comments>https://blog.ergo-mtm.it/dlgs-812008-palla-al-piede-dellindustria-italiana/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Oct 2013 20:22:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Caragnano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[CEN]]></category>
		<category><![CDATA[Ergonomia]]></category>
		<category><![CDATA[ISO]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.ergo-mtm.it/?p=438</guid>
		<description><![CDATA[La gestione degli standard ISO/CEN è assai dilettantistica e approssimativa e l&#8217;Italia ha collegato il Dlgs. 81/2008 direttamente a quegli stessi standard, ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La gestione degli standard ISO/CEN è assai dilettantistica e approssimativa e l&#8217;Italia ha collegato il Dlgs. 81/2008 direttamente a quegli stessi standard, considerandoli verità assoluta scientificamente provata. Tutto ciò è falso e rappresenta un&#8217;ulteriore pesantissima palla al piede per le aziende italiane in competizione con le cugine europee (per non dire di quelle del Far East&#8230;). Mentre negli altri Paesi uno standard è una buona pratica consigliata, nel nostro Paese è Legge! Ennesimo harakiri italiano&#8230;</p>
<p>Data l&#8217;importanza della sicurezza e della salute dei lavoratori, il tema della regolamentazione andrebbe affrontato con strumenti differenti, molto più seri e specifici per il nostro Paese. Le organizzazioni preposte alla definizione degli standard (UNI in Italia, CEN in EUropa e ISO internazionalmente) non sono attrezzate per affrontare temi lontani dall&#8217;essere deterministici ed oggettivi. Quando si tratta di argomenti quali i rischi da sovraccarico biomeccanico si ragiona con modelli ancora nella loro fase sperimentale e di validazione. Siamo lontanissimi dalla definizione del passo del filetto delle viti metriche, per cui bastano alcune semplici misurazioni per mettere d&#8217;accordo tutti quanti. In questo spazio vago e poco conosciuto (ergonomia) è facile per alcuni gruppi di interesse prendere il sopravvento nei comitati tecnici CEN/ISO, spesso condotti da medici con limitate competenze manageriali, ed imporre nuovi standard incentrati sull&#8217;utilizzo di tecniche di valutazione proprietarie o comunque di propria produzione. In un Technical Report ISO mi è addirittura capitato di leggere riferimenti a siti web di vere e proprie società di consulenza pronte ad offrire servizi ad aziende desiderose di osservare standard definiti dalle stesse società di consulenza!</p>
<p>E&#8217; ora di dire basta e di fare due cose importanti: in ordine di priorità è necessario innanzitutto rivedere la nostra legislazione (Dlgs. 81/2008) eliminando il riferimento diretto agli standard ISO/CEN (in particolare gli standard ISO 11228.1/2/3 e ISO 11226); inoltre è richiesto un maggior impegno dell&#8217;industria italiana nei lavori di standardizzazione che riguardano l&#8217;ergonomia. Senza l&#8217;esperienza applicativa di campo non esiste medico al mondo in grado di definire un modello di valutazione del rischio da sovraccarico biomeccanico che abbia un senso.</p>
<p>Gabriele Caragnano</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://blog.ergo-mtm.it/dlgs-812008-palla-al-piede-dellindustria-italiana/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Convocazione Comitato Tecnico Ergonomia</title>
		<link>https://blog.ergo-mtm.it/convocazione-comitato-tecnico-ergonomia/</link>
		<comments>https://blog.ergo-mtm.it/convocazione-comitato-tecnico-ergonomia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2013 19:40:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Caragnano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Ergonomia]]></category>
		<category><![CDATA[Ergonomics]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.ergo-mtm.it/?p=432</guid>
		<description><![CDATA[Il giorno 16 ottobre è convocato il Comitato Tecnico Ergonomia della Fondazione ERGO-MTM Italia per discutere dell&#8217;avanzamento di due importanti iniziative: Progetto ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il giorno 16 ottobre è convocato il Comitato Tecnico Ergonomia della Fondazione ERGO-MTM Italia per discutere dell&#8217;avanzamento di due importanti iniziative:</p>
<ol>
<li><span style="line-height: 13px;">Progetto di ricerca &#8220;Validazione Modello ERGO-MTM&#8221;</span></li>
<li>Allargamento dell&#8217;offerta formativa alle tecniche applicative degli standard ISO 11228 e 11226</li>
</ol>
<p>Vi terremo aggiornati sull&#8217;avanzamento</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://blog.ergo-mtm.it/convocazione-comitato-tecnico-ergonomia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
