<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Title &#187; Fismic</title>
	<atom:link href="https://blog.ergo-mtm.it/tag/fismic/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://blog.ergo-mtm.it</link>
	<description>Femi&#039;s blog</description>
	<lastBuildDate>Sun, 29 Jan 2017 16:39:35 +0000</lastBuildDate>
	<language>en-US</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=3.8.41</generator>
	<item>
		<title>Quali proposte chiave per la politica e quali per manager e imprenditori per vincere la sfida competitiva nei prossimi 5 anni?</title>
		<link>https://blog.ergo-mtm.it/quali-proposte-chiave-per-la-politica-e-quali-per-manager-e-imprenditori-per-vincere-la-sfida-competitiva-nei-prossimi-5-anni/</link>
		<comments>https://blog.ergo-mtm.it/quali-proposte-chiave-per-la-politica-e-quali-per-manager-e-imprenditori-per-vincere-la-sfida-competitiva-nei-prossimi-5-anni/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 23 Apr 2016 14:07:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Caragnano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[BellaFactory]]></category>
		<category><![CDATA[Caragnano]]></category>
		<category><![CDATA[Ficco]]></category>
		<category><![CDATA[Fiom]]></category>
		<category><![CDATA[Fismic]]></category>
		<category><![CDATA[Job act]]></category>
		<category><![CDATA[manifatturiero]]></category>
		<category><![CDATA[Uliano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.ergo-mtm.it/?p=1146</guid>
		<description><![CDATA[Report del dibattito nell&#8217;evento BellaFactory Award del 14 Aprile a Torino Conduce: Diodato Pirone, giornalista del Messaggero. Intervengono: −        Carlo Panzarasa, Direttore ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Report del dibattito nell&#8217;evento BellaFactory Award del 14 Aprile a Torino</p>
<p>Conduce: Diodato Pirone, giornalista del Messaggero.</p>
<p>Intervengono:</p>
<p>−        Carlo Panzarasa, Direttore Manufacturing Engineering Magneti Marelli</p>
<p>−        Gianluca Ficco, Dirigente Nazionale UILM</p>
<p>−        Gianfranco Viesti, Prof. Economia Applicata Univ. Di Bari</p>
<p>−        Giuseppe Berta, Prof. Storia Contemporanea Univ. Bocconi</p>
<p>−        Ferdinando Uliano, Segretario Nazionale, FIM-CISL</p>
<p>−        Paolo Bricco, Giornalista Sole24Ore</p>
<p>−        Paride Saleri, Presidente OMB</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dal dibattito vivace e brillante condotto dal bravissimo Pirone sono emersi alcuni spunti molto interessanti sia per le aziende sia per la nostra politica industriale nazionale. Proviamo a raccoglierne alcune delle più interessanti in una sorta di “libretto degli appunti”:</p>
<p><strong>Alle nostre aziende manifatturiere</strong>:</p>
<ul>
<li>Saper coniugare l’unicità e l’artigianalità dei prodotti tipici dell’eccellenza italiana (es. Maserati, Ducati, Mobili Busnelli) con la gestione scientifica del lavoro e la standardizzazione dei processi produttivi</li>
<li>Studiare e applicare i principi “<i>lean</i>” anche nelle aziende famigliari, evitando di comprare da scaffale strumenti gestionali iper-pubblicizzati come la panacea di tutti i mali (es. Kaizen, 5S, Supermarket, SMED, ecc.). Fondamentale è la capitalizzazione e stratificazione di conoscenze via via più complesse che, nell’insieme, vadano a costituire un modello operativo sostenibile</li>
<li>La partecipazione si fa in due. Azienda e sindacato devono arrivare alla contrattualizzazione dell’organizzazione del lavoro (metrica, fatica, pause, coinvolgimento, leadership), rinunciando alla contrattazione continua sui tempi di lavoro, che non sono altro che una logica conseguenza dell’applicazione di metodologie avanzate di progettazione (es. Ergo-MTM)</li>
<li>Puntare sul miglioramento contestuale di produttività ed ergonomia grazie all’adozione di sistemi moderni di analisi lavoro (Ergo-MTM). Rompere il paradigma “più produttività, più malattie professionali”</li>
<li>Migliorare la competitività attraverso l’eccellenza operativa per non ricorrere a riduzioni salariali</li>
<li>Adottare sistemi di contrattazione integrativa con indicatori chiari, leggibili, influenzabili dai lavoratori e continuamente monitorati e comunicati</li>
<li>Definire e concordare regole chiare in fabbrica per governare le relazioni sindacali</li>
<li>Le imprese italiane vincenti producono prodotti intrisi di conoscenze; fondamentale l’appartenenza a distretti di conoscenze (es. la via Emilia per i motori)</li>
<li>Fattori critici di successo: utilizzo di sistemi moderni (organizzazione e macchinari), innovazione e internazionalizzazione</li>
<li>L’innovazione vera viene dall’esterno della <i>comfort zone</i> (utilizzo di nuovi materiali – es. i materiali compositi – e di nuovi processi produttivi spesso abilitati dall’effetto digital)</li>
<li>Indispensabile investire sistematicamente sulla qualità delle risorse umane (il costo di un’opportunità di business mancata è di gran lunga superiore al costo incrementale di una risorsa più preparata e quindi più pagata)</li>
<li>Adozione del lavoro di gruppo come soluzione organizzativa permanente; delega verso il basso, formazione e lotta alla gerarchia</li>
<li>Necessità di gestire l’azienda in modo trasparente, soprattutto nei confronti dei lavoratori e dei loro rappresentanti (insegniamo alle RSU a leggere il bilancio e rendiamolo disponibile)</li>
<li>Indispensabile per l’attivazione di un modello partecipativo l’adozione di sistemi scientifici di misurazione condivisi, in grado di collegare le perdite di efficienza alle voci del bilancio (<i>cost &amp; benefit deployment</i>)</li>
<li>Dare risalto ai casi di successo nelle PMI</li>
<li>Approccio proattivo e preventivo alla produttività e all’ergonomia mediante l’utilizzo di sistemi di preventivazione e simulazione per intercettare i vincoli nella fase di progettazione (prevenire è meglio che curare). Logica Ergo-UAS</li>
</ul>
<p><strong>Alla nostra politica industriale</strong>:</p>
<ul>
<li>Spingere sulla decontribuzione dei premi per favorire i contratti integrativi aziendali</li>
<li>Varare una legge chiara ed equilibrata sulle rappresentanze sindacali, lontana da posizioni estremiste di qualunque natura e posizione</li>
<li>Lavorare per la definizione di una politica industriale di sistema che guardi al medio-lungo termine</li>
<li>Molte realtà industriali eccellenti non hanno effetto traino sulle realtà circostanti, poiché sono inserite in una realtà urbana decadente. Fondamentale la costituzione di poli metropolitani più dinamici e all’avanguardia (servizi avanzati, università, tecnologia). L’asse portante deve essere la formazione universitaria</li>
<li>Incentivi alla mobilità e alla ricerca ai migliori atenei italiani per far rientrare i cervelli italiani all’estero e trattenere quelli che stanno crescendo nel nostro Paese</li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://blog.ergo-mtm.it/quali-proposte-chiave-per-la-politica-e-quali-per-manager-e-imprenditori-per-vincere-la-sfida-competitiva-nei-prossimi-5-anni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>VITTORIA FISMIC ALLE ELEZIONI RSA A BRESCIA</title>
		<link>https://blog.ergo-mtm.it/vittoria-fismic-alle-elezioni-rsa-a-brescia/</link>
		<comments>https://blog.ergo-mtm.it/vittoria-fismic-alle-elezioni-rsa-a-brescia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2015 10:54:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rachele Sessa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[brescia]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Fismic]]></category>
		<category><![CDATA[rsa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.ergo-mtm.it/?p=941</guid>
		<description><![CDATA[Tra i comunicati della segreteria FISMIC segnaliamo la notizia relativa alle elezioni a Brescia. Si tratta di una svolta all&#8217;interno dello stabilimento. &#8220;La ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center">Tra i comunicati della segreteria FISMIC s<span style="line-height: 1.5em;">egnaliamo</span><span style="line-height: 1.5em;"> </span><span style="line-height: 1.5em;">la notizia relativa alle elezioni a Brescia. Si tratta di una svolta all&#8217;interno dello stabilimento.</span></p>
<p style="text-align: left;" align="center"><em>&#8220;La FISMIC a Brescia allo stabilimento ex OM, ex IVECO e ora CNHI ha riportato un grande successo con il 53,37% dei voti e 13 RSA elette.</em></p>
<p style="text-align: left;"><em>Il successo assume dimensioni importanti se si aggiungono i risultati dell&#8217;elezione della SIRIO di Brescia, dove la FISMIC elegge tre RSA su tre.</em></p>
<p style="text-align: left;"><em>Le dimensioni del successo dell’Organizzazione sono particolarmente importanti considerato che le elezioni si sono svolte in piena discussione del piano di ristrutturazione industriale dello Stabilimento, dove l’Azienda ha evidenziato centinaia di lavoratori da ricollocare e la necessità di creare nuove iniziative industriale aggiuntive al fine di evitare soluzioni traumatiche.</em></p>
<p style="text-align: left;"><em>Il voto di Brescia è particolarmente significativo in quanto le RSA da eleggere erano tre in meno rispetto la precedente tornata e il fatto di avere mantenuto lo stesso numero di eletti equivale, in pratica, ad una crescita di almeno due RSA nello stabilimento CNHI e di un RSA alla Sirio.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: left;">http://www.sindacatometalmeccanici.it/news_sindacali.php</p>
<p style="text-align: left;">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://blog.ergo-mtm.it/vittoria-fismic-alle-elezioni-rsa-a-brescia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Fismic commenta il Job act proposto dal segretario del Pd Renzi</title>
		<link>https://blog.ergo-mtm.it/la-fismic-commenta-il-job-act-proposto-dal-segretario-del-pd-renzi/</link>
		<comments>https://blog.ergo-mtm.it/la-fismic-commenta-il-job-act-proposto-dal-segretario-del-pd-renzi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 Jan 2014 08:17:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Caragnano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Fismic]]></category>
		<category><![CDATA[Job act]]></category>
		<category><![CDATA[Renzi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.ergo-mtm.it/?p=596</guid>
		<description><![CDATA[Cuneo fiscale e semplificazioni prioritari Un contratto unico si può discutere, a patto che non sia l&#8217;unico contratto. Con queste parole inizia ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cuneo fiscale e semplificazioni prioritari</strong></p>
<p>Un contratto unico si può discutere, a patto che non sia l&#8217;unico contratto. Con queste parole inizia il nostro commento alla presentazione sintetica del «Job act» fatta dal segretario del Partito democratico, Matteo Renzi, sul suo blog personale. <a href="http://blog.ergo-mtm.it/wp-content/uploads/2014/01/42-17372858.bmp"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-599" alt="42-17372858" src="http://blog.ergo-mtm.it/wp-content/uploads/2014/01/42-17372858.bmp" /></a></p>
<p>Nella Parte A (Sistema) si sollecita, tra le altre cose, una riduzione «del 10%» del costo dell&#8217;energia per le aziende e uno spostamento della tassazione dal lavoro alle rendite. Il target, in questo senso, è una riduzione del 10%, dell&#8217;Irap: «Chi produce lavoro», spiega la bozza, «paga di meno, chi si muove in ambito finanziario paga di più, consentendo una riduzione del 10% dell&#8217;Irap per le aziende che offrono nuovi posti di lavoro». Sembrano positive le iniziative che intende sostenere Renzi, annunciate nella prima parte della legge, come ridurre il costo per le aziende, soprattutto quelle piccole per far ripartire la produttività; rendere digitale ogni azione di pagamento e l&#8217;adozione dell&#8217;obbligo di trasparenza per partiti, amministrazioni pubbliche e sindacati.Altra novità anticipata da Renzi è l&#8217;eliminazione della figura del dirigente a tempo indeterminato nel settore pubblico. Un dipendente pubblico è a tempo indeterminato se vince un concorso. Un dirigente no. Stop allo strapotere delle burocrazie ministeriali, secondo la bozza. Un attacco che arriva con un tempismo perfetto, nei giorni del pasticcio tra il ministero dell&#8217;Istruzione e quello dell&#8217;Economia sui 150 euro chiesti indietro agli insegnanti.La seconda parte si concentra invece sull&#8217;aspetto lavorativo per la creazione di nuovi posti di lavoro, il che rappresenta sicuramente un argomento nobile e che ci preme maggiormente, visto che la nostra azione quotidiana si basa proprio sulla difese e la realizzazione di ulteriori posti di lavoro, ma che cosa pensa di fare il neo-segretario del Pd? Di istituire un unico piano industriale con l&#8217;indicazione delle singole azioni operative necessarie, ovvero omologare ogni azienda, ogni luogo di lavoro e costringerle a seguire un unico piano industriale, il che ci pare paradossale, proprio perché ogni azienda ha prerogative ed aspetti diversi l&#8217;una dall&#8217;altra, e così deve essere anche il loro stesso piano industriale, ad hoc per la sua riuscita. Renzi ha sempre parlato di una necessità di riformare il mercato del lavoro, semplificandolo. E noi siamo assolutamente d&#8217;accordo. Proponiamo di destinare tutte le risorse della spending review alla riduzione del cuneo fiscale e di semplificare le norme sul lavoro sulla base del principio di sussidiarietà. Ossia fissare alcuni pochi contenuti inderogabili e demandare alla contrattazione aziendale e individuale tutto il resto. Questa a nostro avviso dovrebbe essere la Grande Riforma del Mercato del Lavoro che permetterebbe realmente alle imprese di liberarsi delle eccessive rigidità imposte dalle regole attuali e darebbe la spinta ad una crescita occupazionale in grado di farci recuperare il gap con il resto dei maggiori Paesi industrializzati.Certo, è improprio chiamarlo unico considerato che non cancellerà tutti gli altri istituti oggi esistenti. Le imprese, se se ne riducono i vincoli, useranno l&#8217;apprendistato per collegare al meglio scuola e lavoro. Anche il contratto a termine sarà scelto per la stagionalità, la sostituzione o altre esigenze contingenti e lo dobbiamo anzi semplificare. Discorso analogo per il lavoro intermittente, importante nei picchi di lavoro non programmabili. Il punto è che questo, chiamiamolo contratto prevalente, affronta solo una parte del problema. Ma è proprio l&#8217;ultimo capitolo, quello sulle regole, su cui sono puntati i fari, aspettando il 16 gennaio, quando il testo definitivo sarà presentato alla Direzione nazionale del Pd.Si parte dalla semplificazione delle norme, con la «Presentazione entro otto mesi di un codice del lavoro che racchiuda e semplifichi tutte le regole attualmente esistenti e sia ben comprensibile anche all&#8217;estero» e si passa alla riduzione delle forme contrattuali caratterizzata, ed è questo uno dei capitoli più attesi, dal nuovo contratto di inserimento a tutele crescenti.La strada è quella già tracciata della «Flexsecurity» scandinava, con l&#8217;introduzione di una nuova forma contrattuale più «snella» per i datori di lavoro destinata però a crescere &#8211; in termini di garanzie per i lavoratori – a mano a mano che il rapporto di lavoro prosegue. In attesa di conoscere il merito compiuto della proposta, avanziamo subito una critica: Renzi aveva parlato di tre mesi come tempo massimo perché il Paese si potesse dotare di regole moderne ed efficaci per riformare il mercato del lavoro e aveva anche ipotizzato un possibile attacco finale al totem della sinistra radicale italiana costituito dall&#8217;art. 18 dello Statuto dei lavoratori. Qua invece si parla di otto mesi e non di tre e scompare quasi del tutto il possibile pensionamento dell&#8217;art. 18 dello Statuto.Altra novità, la creazione di un assegno universale di disoccupazione, esteso anche alla fetta di lavoratori &#8211; prevalentemente precari &#8211; che oggi ne sono esclusi. Indennità però vincolata, sulla sorta del modello nordico, all&#8217; «obbligo di seguire un corso di formazione professionale e di non rifiutare più di una nuova proposta di lavoro». Per tale questione il grande limite è la completa assenza di qualunque riferimento di come si possono trovare le risorse finanziarie necessarie per sostenere l&#8217;assegno universale di disoccupazione e di come questo si integrerà con il neonato Aspi ed inoltre se questa nuova misura supererà le attuali forme di ammortizzatori sociali (cig, cigs, cassa in deroga, indennità di mobilità ecc.) e di come anche attraverso questo nuovo assegno si possa affrontare o meno l&#8217;annoso problema dei cosiddetti esodati. Ci sembrano tali questioni di non piccolo conto, visto che, secondo gli ultimi dati Istat, i disoccupati sono ufficialmente il 12,7% del totale e i disoccupati under 24 arrivano al 41,6; a questi bisognerebbe anche aggiungere il considerevole numero dei cosiddetti scoraggiati (coloro che non hanno lavoro, ma non sono iscritti alle liste di disoccupazione) che le statistiche collocano intorno ai 3 milioni di persone. Visto e considerato i limiti della spesa pubblica italiana, i ritardi della spending review e la previsione che nell&#8217;anno in corso, nonostante le nuove tasse, il rapporto deficit/pil sarà per i primi mesi dell&#8217;anno oltre il 3,7%, la questione delle risorse finanziarie da destinare al nuovo ammortizzatore sociale universale non ci sembra di poco conto.Perché non pensare che all&#8217;interno di alcuni principi fondamentali possano essere le parti a disciplinare coerentemente il proprio rapporto di lavoro? È in azienda che ci si adatta. E questo lo si può fare in termini collettivi, cioè con la contrattazione aziendale. Ma anche in termini individuali, purché assistiti e il tutto certificato. Siamo d&#8217;accordo che un licenziamento senza giusta causa vada sanzionato con la reintegra o un giusto indennizzo. È un principio fondamentale. Ma perché la scelta tra reintegra o risarcimento non la rimettiamo alle parti? Anche lo stesso eventuale contenzioso: perché non devolverlo a priori ad un collegio arbitrale? E così si potrebbero affrontare pure altri temi. Le norme per farlo ci sono già per l&#8217;accordo aziendale nell&#8217;articolo 8 della manovra 2011. Basta applicarle e integrarle. E si può così sostituire lo Statuto dei lavoratori con uno moderno, semplice perché sussidiario in favore della contrattazione aziendale e individuale assistita e certificata. Se l&#8217;obiettivo è portare il lavoro prepotentemente in primo piano nell&#8217;agenda di governo 2014 occorre rilanciare il ruolo della contrattazione in azienda. In quella sede le parti, datori e lavoratori, si guardano negli occhi. E all&#8217;interno di alcuni principi fondamentali si possono adattare le regole e le tutele alle concrete circostanze. O in termini collettivi. Ma anche attraverso contratti individuali assistiti e certificati per evitare eventuali abusi.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://blog.ergo-mtm.it/la-fismic-commenta-il-job-act-proposto-dal-segretario-del-pd-renzi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
