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	<title>Title &#187; Geico</title>
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		<title>Imprese Geico Partire dal basso e risollevare un&#8217;industria. Anche in tempi di crisi</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Dec 2013 09:07:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Caragnano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
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		<category><![CDATA[Geico]]></category>
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		<description><![CDATA[La storia di Geico, che progetta e sviluppa impianti di verniciatura per l&#8217;industria automobilistica confrontandosi con colossi internazionali, è la storia di ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.ergo-mtm.it/wp-content/uploads/2013/12/geiko-painting-plant.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-531" alt="geiko painting plant" src="http://blog.ergo-mtm.it/wp-content/uploads/2013/12/geiko-painting-plant-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a>La storia di Geico, che progetta e sviluppa impianti di verniciatura per l&#8217;industria automobilistica confrontandosi con colossi internazionali, è la storia di un fglio acquisito, Ali Reza Arabnia ( foto ), il genero iraniano dell&#8217;ingegner Giuseppe Neri, che ha raccolto un&#8217;eredità rifutata dai fgli veri. E ha portato il giro d&#8217;affari a toccare nel 2012 quota 96 milioni di euro, in crescita del 50%, con un utile netto di 1,4 milioni. Passando attraverso la crisi, come quella iniziata ad agosto 2008 e culminata a dicembre 2010, con ordini per 120 milioni annullati o posticipati. Il mercato auto era in coma, ma Arabnia non è uno che si arrende. Dopo essere diventato il marito di Laura, unica fglia femmina dell&#8217;ingegnere Neri, ha risollevato le sorti della fliale nigeriana. Poi si è occupato di Fast&amp;Fluid, controllata nella produzione di macchine per la miscelazione di vernici, acquisendo anche l&#8217;intera società da cognati e suocera.</p>
<p>Con la crisi del 2008 rimanevano due scelte, chiudere o provarci ancora, ha raccontato Arabnia. «Di certo non abbiamo licenziato nessuno. Anzi, abbiamo confermato le persone in prova. La sfda è stata puntare sull&#8217;innovazione: i nostri concorrenti tagliavano, noi stando fermi avevamo l&#8217;occasione di sorpassarli». Così in quella che è un&#8217;industria tipicamente energivora, il nuovo centro tecnologico riesce a sviluppare un impianto a risparmio energetico. Si consuma il 30% in meno dei 10-14 milioni che servono per sostenere una macchina da 300 mila scocche all&#8217;anno. Grazie a quell&#8217;idea, un giorno arriva l&#8217;ordine di Renault, a cui segue la commessa di Peugeot Brasile, che paga il 10% in più rispetto alle offerte dei concorrenti, perché l&#8217;impianto Geico gli consentirà di recuperare il sovrapprezzo in un anno. Per superare la piccola dimensione e offrire le dovute garanzie ai clienti internazionali, da cui deriva il 98% del fatturato, Arabnia ha infne stretto un&#8217;alleanza con il colosso Taikisha, 1,8 miliardi di fatturato: i giapponesi hanno il 51% delle azioni, gli italiani il 49%, ma per prendere decisioni serve una maggioranza qualifcata. E la &#8220;testa&#8221; resta in Italia, a Cinisello Balsamo, dove un nuovo centro di ricerca produrrà, entro il 2020, un impianto completamente autonomo. «Ci hanno proposto di costruirlo nel Regno Unito, negli Usa, in Giappone o Cina, tutte opzioni molto più a buon mercato. Ma la ricerca è fatta di persone che pensano, e loro sono qui, in Italia, dove voglio che Geico resti».</p>
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