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	<title>Title &#187; Lavoro</title>
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		<title>Dlgs. 81/2008 palla al piede dell&#8217;industria italiana</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Oct 2013 20:22:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Caragnano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[CEN]]></category>
		<category><![CDATA[Ergonomia]]></category>
		<category><![CDATA[ISO]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>La gestione degli standard ISO/CEN è assai dilettantistica e approssimativa e l&#8217;Italia ha collegato il Dlgs. 81/2008 direttamente a quegli stessi standard, considerandoli verità assoluta scientificamente provata. Tutto ciò è falso e rappresenta un&#8217;ulteriore pesantissima palla al piede per le aziende italiane in competizione con le cugine europee (per non dire di quelle del Far East&#8230;). Mentre negli altri Paesi uno standard è una buona pratica consigliata, nel nostro Paese è Legge! Ennesimo harakiri italiano&#8230;</p>
<p>Data l&#8217;importanza della sicurezza e della salute dei lavoratori, il tema della regolamentazione andrebbe affrontato con strumenti differenti, molto più seri e specifici per il nostro Paese. Le organizzazioni preposte alla definizione degli standard (UNI in Italia, CEN in EUropa e ISO internazionalmente) non sono attrezzate per affrontare temi lontani dall&#8217;essere deterministici ed oggettivi. Quando si tratta di argomenti quali i rischi da sovraccarico biomeccanico si ragiona con modelli ancora nella loro fase sperimentale e di validazione. Siamo lontanissimi dalla definizione del passo del filetto delle viti metriche, per cui bastano alcune semplici misurazioni per mettere d&#8217;accordo tutti quanti. In questo spazio vago e poco conosciuto (ergonomia) è facile per alcuni gruppi di interesse prendere il sopravvento nei comitati tecnici CEN/ISO, spesso condotti da medici con limitate competenze manageriali, ed imporre nuovi standard incentrati sull&#8217;utilizzo di tecniche di valutazione proprietarie o comunque di propria produzione. In un Technical Report ISO mi è addirittura capitato di leggere riferimenti a siti web di vere e proprie società di consulenza pronte ad offrire servizi ad aziende desiderose di osservare standard definiti dalle stesse società di consulenza!</p>
<p>E&#8217; ora di dire basta e di fare due cose importanti: in ordine di priorità è necessario innanzitutto rivedere la nostra legislazione (Dlgs. 81/2008) eliminando il riferimento diretto agli standard ISO/CEN (in particolare gli standard ISO 11228.1/2/3 e ISO 11226); inoltre è richiesto un maggior impegno dell&#8217;industria italiana nei lavori di standardizzazione che riguardano l&#8217;ergonomia. Senza l&#8217;esperienza applicativa di campo non esiste medico al mondo in grado di definire un modello di valutazione del rischio da sovraccarico biomeccanico che abbia un senso.</p>
<p>Gabriele Caragnano</p>
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